Folla in spiaggia, ma è caos: lettini vietati per un cavillo

L’ordinanza della Regione consente di sistemare sdraio e sedie solo dal 1° giugno Protestano gli operatori. Padovano: «Norma complicata e confusa, va cambiata»
PESCARA. Prima domenica con temperature quasi estive e con le spiagge prese d’assalto dai pescaresi che ieri hanno deciso di lasciarsi baciare dal sole caldo di inizio aprile. Il termometro ieri a ora di pranzo ha toccato persino i 25 gradi e sono in tanti che hanno popolato il bagnasciuga per godersi la tintarella e, per i più coraggiosi, anche per riassaporare l’acqua del mare. Ma il paradosso è che, in base all’ordinanza regionale che disciplina la stagione balneare 2024 e l’esercizio delle attività sulle spiagge del litorale abruzzese, lettini e sdraio potrebbero essere sistemati soltanto nel periodo che va dal 1° giugno al 15 settembre.
Nel provvedimento firmato dalla responsabile dell’ufficio regionale Demanio marittimo, Laura Antosa, e dal dirigente del servizio Pianificazione territoriale e Paesaggio, Dario Ciamponi, manca la clausola che consente agli stabilimenti di riaprire al pubblico per consentire l’elioterapia, la cosiddetta “cura del sole” che fino allo scorso anno ha permesso agli operatori del settore di riaprire i lidi prima dell’avvio della stagione balneare per consentire ai clienti di fruire del mare. Quest’anno l’elioterapia è consentita soltanto in inverno, dal 25 novembre 2024 al 5 marzo 2025, con la prescrizione dell’uso di una superficie massima di 1.000 metri quadrati dell’area in concessione. «Si è creata una grande confusione», sottolinea il presidente di Sib Confcommercio Riccardo Padovano, «molti titolari delle concessioni stamattina (ieri per chi legge n.d.r.) hanno telefonato allarmati per chiedermi se potevano aprire gli stabilimenti e mettere lettini e sedie sulla spiaggia a disposizione degli utenti come fanno da trent’anni. Ma la risposta è no: in base alla norma complicata e confusa emanata dalla Regione, non lo possono fare perché l’elioterapia non è consentita in questo periodo. Noi avevamo fatto presente questo problema prima di Pasqua, subito dopo l’emanazione dell’ordinanza, e abbiamo presentato delle osservazioni, ma al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta».
In base a quanto scritto nel provvedimento, nell’arco di tempo dal 6 marzo al 31 maggio, quindi prima dell’inizio ufficiale della stagione balneare fissato il 1° giugno, non è consentito posizionare le attrezzature sulla spiaggia per godere dei benefici del sole. E, anzi, chi lo ha fatto ieri (in tanti a giudicare dalle immagini) ha rischiato sanzioni pesantissime. Per questa ragione i rappresentanti delle quattro associazioni di categoria Assobalneari Confindustria, Cna balneatori, Fiba Confesercenti e Sib Confcommercio hanno inviato le loro osservazioni alla Regione e attendono una risposta ufficiale. «Chiediamo almeno di tornare al provvedimento dello scorso anno», evidenzia Giuseppe Susi, presidente regionale dei balneari di Fiba-Confesercenti, «non è possibile che si cambi sempre la legge e si crei ogni volta confusione perché le regole da seguire non sono chiare. Noi non vogliamo violare le norme, ma non è possibile che l’ordinanza sia soggetta a interpretazioni. Siamo ad aprile, un periodo in cui dovrebbe essere tutto pronto e le regole da seguire dovrebbero essere definite».

