Fondazione Carispaq all’attacco di BPER
Contestata la decisione di portare a Lanciano la direzione di Area: «Un errore penalizzare L’Aquila»
L’AQUILA. Si preannuncia un autunno caldissimo per il mondo del credito abruzzese: il via del commissariamento a Carichieti coincide con altre scadenze molto importanti nelle banche concorrenti. La prima, naturalmente, è l’uscita dall’amministrazione straordinaria di Tercas-Caripe, prevista per il primo ottobre. Per il giorno precedente è in calendario l’assemblea degli azionisti, dalla quale uscirà il nuovo consiglio d’amministrazione, designato dal socio unico Banca Popolare di Bari. Le voci parlano di un presidente dal profilo tecnico, che scontenterebbe quanti auspicavano la nomina di un notabile locale come segno di attenzione per il territorio.
Il momento è particolare anche per il gruppo Banca Popolare dell’Emilia Romagna (BPER), che ha deciso di concentrare a Lanciano, nella sede dell’ex BLS, la direzione della nascente Area Adriatica, a cui faranno capo i 112 sportelli distribuiti tra l’Abruzzo, il Molise e il sud delle Marche. La mossa non è piaciuta alla Fondazione Carispaq, l’ente che a suo tempo cedette agli emiliani Banca Carispaq e che è tuttora socia di Bper con una piccola quota: «La Fondazione...ritiene non condivisibile la scelta adottata da BPER circa il nuovo assetto organizzativo territoriale» scrive in una nota ufficale l’ente presieduto da Marco Fanfani, «tale decisione si pone in assoluto contrasto con la linea di mantenimento e di rafforzamento della banca nella città dell’Aquila...Ciò rischia di compromettere il ruolo della stessa banca quale attore per la ripresa economica e nel processo di ricostruzione post-sisma».
Fanfani chiede che siano tutelati i livelli occupazionali «anche attraverso la localizzazione all’Aquila di servizi di gruppo» e chiude con la minaccia (tutt’altro che velata) di vendere le azioni BPER: «Le scelte annunciate rischiano di vanificare di fatto le ragioni alla base della partecipazione della Fondazione in BPER, laddove le istanza del territorio vengano disattese».
Da noi interpellata, la direzione del gruppo BPER da Modena ha preferito non replicare. La riorganizzazione decorrerà dal 24 novembre prossimo.
Con una base sociale interamente abruzzese, a questo punto, restano soltanto le Banche di Credito Cooperativo (BCC), che stanno vivendo un periodo di discreta espansione. Anche sulle ex Casse rurali, comunque, vigila l’occhio attento della Banca d’Italia: recentemente un’ispezione ha riguardato la Banca di Teramo, a cui sono state contestate le scelte di bilancio nella valutazione di alcuni crediti ritenuti di dubbia esigibilità.
Il presidente, Cristiano Artoni, ha comunque rassicurato sulla solidità dell’istituto, precisando che già nella semestrale 2014 le posizioni sono state classificate secondo le indicazioni di Bankitalia, lasciando comunque spazio per un risultato positivo.

