Fondi a rischio, Marsilio replica: non perderemo quei 77 milioni di euro

La lettera inviata ai direttori dei dipartimenti crea un caso Il presidente se la prende con il Pd: «Accuse strumentali»
L’AQUILA. «Alcune parti politiche e sociali alimentano da settimane un’aspettativa sbagliata sulla presunta disponibilità di decine, se non centinaia, di milioni che la giunta regionale avrebbe potuto e dovuto riprogrammare, e che al contrario rischia di perdere perché starebbe tardando a prendere questa decisione. È un’aspettativa infondata che alimenta polemiche strumentali». Marco Marsilio punta il dito principalmente contro il Pd dopo la pubblicazione, sul Centro, della lettera che la Regione ha inviato ai direttori dei propri dipartimenti in cui si paventa il rischio della perdita di fondi statali ed europei per molti milioni di euro.
LA LETTERA.
«Allo stato il paradosso è rappresentato dalla rilevazione di una notevole esigenza di finanziamento in capo agli enti territoriali per progetti compatibili con il Psc (Piano sociale coesione) 2000 2020 ed il correlato rischio di definanziamento di misure pari ad 77,6 milioni di euro». E ancora: «Si invitano codeste strutture, analogamente a quanto richiesto dal presidente Marsilio, a porre in essere ogni attività ritenuta utile per scongiurare il taglio delle risorse». Ecco, sono due passaggi delle lettera interna alla Regione finita al centro dello scontro politico.
LA RISPOSTA.
«Non esiste alcun rischio di perdere quote significative dei fondi nazionali o comunitari assegnati alla Regione Abruzzo», risponde Marsilio, «a causa del mancato raggiungimento delle Ogv (obbligazioni giuridicamente vincolanti) entro il termine del 31 dicembre prossimo. La gestione di queste risorse è assolutamente sotto controllo, e la lettera fatta trapelare alla stampa non deve allarmare. Al contrario, testimonia la corretta e tempestiva attività di controllo e monitoraggio che l’amministrazione regionale sta portando avanti a tutti i livelli».
LA SPIEGAZIONE.
«Al momento, il principale ritardo che si manifesta è quello nell’aggiornare le piattaforme di gestione e controllo», sostiene il presidente della giunta. «Ritardo che si traduce nel mancato allineamento tra lo stato effettivo di avanzamento della spesa e quello che risulta dalle relative piattaforme. Gran parte dei milioni che mancherebbero all’appello stanno lì, ma quasi tutte le procedure stanno avanzando nei tempi e nei modi stabiliti».
L’INCOGNITA.
«Potrà emergere qualche sorpresa negativa nei prossimi giorni all’esito delle gare di appalto in corso, se dovesse verificarsi la circostanza di una gara andata deserta», dice ancora Marsilio. «Una eventualità», aggiunge, «che viene costantemente monitorata e che, al suo verificarsi, farebbe scattare procedure negoziate speditive, per le quali la Regione è pronta ad assistere i soggetti attuatori interessati».
RIPROGRAMMABILI.
Marsilio infine assicura: «La piccola parte di investimenti che, per difficoltà oggettive già accertate, non può raggiungere le obbligazioni giuridicamente vincolanti è già oggetto di interventi di riprogrammazione verso attività che garantiscono il pronto impiego delle risorse entro il 31 dicembre».
LA STOCCATA.
«Le opposizioni», conclude il governatore, «insistono nel costruire una narrazione secondo la quale questa giunta avrebbe a disposizione decine e decine di milioni (un imprecisato tesoretto) con il quale potrebbe velocemente e facilmente alleviare le sofferenze della povera gente e delle imprese colpite dalla crisi energetica. Povera gente e imprese alle quali la giunta e il presidente dimostrerebbero disattenzione e insensibilità».
«Ma anche qui è bene chiarire due cose», afferma: «la prima, le centinaia o anche solo le decine di milioni favoleggiati non esistono e le poche risorse disponibili allo scopo rappresenterebbero briciole se venissero distribuite massivamente alla generalità della popolazione e delle imprese invece che essere destinate, come è stato fatto, a soggetti specifici e ben delimitati. La seconda, che se questi fondi disponibili venissero dirottati verso le misure richieste (quali il pagamento delle bollette delle famiglie in difficoltà), sarebbe impossibile che questa procedura trovasse compimento entro il 31 dicembre». (l.c.)

