Fondi europei e Pnrr Marsilio: noi promossi

30 Maggio 2023

Il presidente della giunta regionale a confronto con il ministro Fitto

«L’incontro con il ministro Fitto è andato bene. Come tutte le altre Regioni, abbiamo fatto una ricognizione della programmazione dei fondi nazionali comunitari del ciclo che sta terminando 2014-2020, e di quello che si deve aprire, 2021-2027. È stata una ricognizione positiva». Con queste parole il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a margine dell’incontro a Palazzo Chigi con il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, ha descritto i contenuti del vertice romano che ha riguardato, in tempi diversi della stessa giornata, anche i presidenti delle regioni Basilicata, Campania, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Toscana.
«abruzzo promosso»
«Ho condiviso», ha poi proseguito Marsilio, «il metodo di sintesi che affronta il ministro, mettendo insieme le diverse fonti di finanziamento per comprendere come meglio spenderle e con quali priorità. Nei prossimi giorni ci saranno dei passaggi tecnici con i tavoli che andranno a definire tutti i dettagli di queste lunghe e complesse tabelle», ha spiegato. «Il ministero ha già condiviso un giudizio positivo con la Regione Abruzzo sullo stato di avanzamento della spesa, sia per i fondi europei sia per il Fondo sviluppo e coesione. Ci siamo dati un calendario molto stretto, da qui a 20-30 giorni andremo a chiudere e porteremo al Cipess l’accordo tra l’Abruzzo e il ministero della Coesione per la ripartizione dei nuovi fondi. È stato affrontato tutto il complesso mondo dei fondi e dei finanziamenti in essere. Siamo soddisfatti per il percorso intrapreso e anche per il riconoscimento del nuovo lavoro che la nostra regione sta facendo, da parte del ministero e del governo nazionale».
«progetti e tempi certi»
Per ottenere i fondi europei sarà necessario avere progetti e tempi certi: il ministro responsabile del Pnrr, Raffaele Fitto, lo ha ribadito in occasione degli incontri coi presidenti delle Regioni per arrivare a una ricognizione dei piani di coesione in vista di una ridefinizione del Piano di ripresa e resilienza. Ma sul Pnrr le spine non mancano. L’allungarsi dei tempi per il rilascio dei 19 miliardi della terza rata del Pnrr non favorisce un clima politico di distensione necessario tra maggioranza e opposizione per i momenti complicati. Mentre un altro incendio si accende. L’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti manifesta lo «sconcerto e la sorpresa» sui limiti ai poteri di controllo della magistratura contabile. Limiti che il governo è pronto a introdurre per sveltire gli investimenti e le opere del Pnrr con emendamenti al decreto P.a. attualmente all’esame del parlamento. «Il governo la smetta di attaccare la Corte dei Conti» dice il verde Angelo Bonelli mentre Francesco Silvestri (M5S) accusa il governo di «cercare capri espiatori». «È ora che questo esecutivo prenda degli impegni chiari davanti al Paese» rilancia Silvestri. Intanto il Pd ha presentato una mozione sul Pnrr che impegna il governo a rispettare tempi e obiettivi per ottenere la quarta rata di finanziamenti prevista per il 30 giugno. Il tema rimane centrale nel confronto politico, ma la giornata di Fitto è stata assorbita dai governatori: la relazione semestrale per fare il punto sull’utilizzo del Pnrr arriverà in parlamento la prossima settimana dopo il vaglio della cabina di regia di mercoledì. L’obiettivo degli incontri con le Regioni è invece una riprogrammazione concordata della spesa che consenta uno sblocco delle risorse su obiettivi certi e condivisi. Impegno necessario dopo le deludenti performance del passato. Ai governatori sarebbe stato chiesto di tracciare un elenco di progetti precisi e di stabilire un cronoprogramma di realizzazione in coerenza con gli obiettivi del Pnrr e di quelli dei fondi di coesione. Dopo gli incontri della settimana scorsa con i presidenti di Calabria, Friuli e Liguria e con il ministro degli Affari Regionali Roberto Calderoli, è stata la volta di altre otto regioni. L'obiettivo è sempre quello trovare le sinergie tra «le misure delle politiche di Coesione programmazione 2014-2020, 2021-2027 e il Pnrr». Il confronto deve portare a una piattaforma condivisa sulle modifiche al piano di ripresa e resilienza italiano e su un possibile allungamento dei tempi degli investimenti. «Un percorso collaborativo necessario per correggere gli errori del passato e puntare agli interventi strategici che consentano all’Italia di allinearsi al livello che merita e che l’Europa ci richiede» dice Fitto prima degli incontri. Di parere opposto il governatore della Campania Vincenzo De Luca che bolla l’incontro come «il nulla». Il ministro tornerà a Bruxelles per il Consiglio europeo degli Affari Generali, l'organismo che riunisce tutti i ministri degli Affari Europei e che ha tra le sue competenze anche le politiche di coesione. Mercoledì in consiglio dei ministri sarà presentata la relazione semestrale sul Pnrr che verrà poi presentato al parlamento.