Fondi europei, il Pd attacca: «La giunta non sa spendere»

Il capogruppo Paolucci: «Regione maglia nera, tanti progetti ancora in attesa»
«Abruzzo maglia nera per impiego e spesa dei Fondi Ue e Pnrr». La denuncia arriva dal Pd che va all’attacco del centrodestra. «In 4 anni pochi bandi, bassa qualità dei progetti e ritardi che hanno prodotto già la perdita di risorse mettendone a rischio altre, si traducono in una vera e propria stasi». Lo afferma il capogruppo Pd all’Emiciclo Silvio Paolucci, che ha fatto il punto sui Fondi europei e sull’impiego di quelli in agricoltura snocciolando dati, affiancato dal consigliere Antonio Blasioli. «Effetti pesanti dell’incapacità di spesa del centrodestra sono visibili nel comparto agricolo e idrico, su cui si fa solo propaganda. Imprudente spara i numeri quando parla di stanziamenti pari a 470 milioni, ma non dice cosa hanno prodotto per la comunità in 4 anni, né che gran parte di quelle risorse arrivano dalla programmazione precedente. Chiacchiere, il cui effetto è sotto gli occhi di tutti: l’emergenza idrica resta tale, le risorse tagliate del Masterplan non sono state reintegrate, poco o nulla delle risorse annunciate in 4 anni sono diventati cantieri», afferma Paolucci.
fondi strutturali
«I fondi sono stati spesi poco e male», aggiunge il capogruppo Pd. «Non solo l’Abruzzo registra una delle peggiori performance di spesa sui fondi strutturali Fesr Fse – tanto da essere tra le ultime regioni d’Italia – a cui se ne aggiungeranno altri 32 di risorse non spese se il governo regionale non si metterà a programmare seriamente. La politica europea del centrodestra ha prodotto un’inerzia durata 4 anni e l’attuale incapacità di uscirne: circa 70 progetti l’anno, nessuna idea di qualità per la nuova programmazione e quella in corso del tutto ferma, perché incapace di intercettare interesse e opportunità per cittadini, famiglie e imprese. Insomma, spese facili solo per evitare il disimpegno, che danno il senso della mancanza di programmazione e visione».
«Poca spesa»
Il Pd parla di «Abruzzo maglia nera sui fondi Fse, Fesr e Feasr: il ciclo 2014/2020, nonostante l’allargamento delle maglie di spesa consentito dall’Ue in risposta alle crisi nel contesto Covid-19, vede la Regione agli ultimi posti anche in termini di capacità di spesa, con circa 420 milioni ancora da spendere e pagare. Sul Fesr siamo in 17ª posizione, con 107,86 milioni da spendere; sul Fse in 15ª, con 51,31 milioni da spendere; sul Feasr, in 18ª. Questo il quadro, nonostante l’Abruzzo abbia una mole di risorse più contenuta rispetto alle altre regioni, che dovrebbe consentirgli una spesa più agevole. Bassa la qualità della spesa già effettuata coi pochissimi bandi avviati e oltre la metà di quella complessiva del Fse, assorbita dalla quota della Cigd (integrazione salariale in deroga a lavoratori per emergenza Covid), mentre 1/3 delle risorse del Fesr finito nel Fondo centrale di garanzia, gestito dal Microcredito centrale».
«progetti al palo»
Secondo Paolucci, «per l’Abruzzo è una fotografia imbarazzante, considerando che per altre regioni i fondi strutturali e i fondi del Pnrr sono un volàno per la crescita sia economica sia occupazionale e la programmazione 21/27 è ancora ferma al palo con tutto il mondo economico abruzzese in attesa di poter attingere ad altre risorse per vedere finanziati i propri progetti. Sul Psr 2014-2022, l’Abruzzo è terzultimo in Italia per avanzamento della spesa in agricoltura. Non solo, rischia di perdere altre risorse nei prossimi anni se non ci sarà un cambio di passo. Nella migliore tradizione della propaganda politica, Imprudente spaccia per proprie risorse programmate da altri quando dice che la Regione ha stanziato per emergenza idrica e in agricoltura 470 milioni, ancora chiacchiere, perché non c’è nulla di realizzato in 4 anni di governo: niente atti, niente cantieri, niente opere, né servizi. Affermazioni “imprudenti”, i totali diffusi ai quattro venti, sapendo bene che 276 milioni arrivano da Masterplan della giunta di centrosinistra, che aveva talmente reso prioritario il problema da destinare 204 milioni alla depurazione e 72 opere sulla risorsa idrica. A tutto ciò va aggiunta la scelta del governo Marsilio di cancellare quasi 50 milioni per il Fucino. Inoltre Imprudente si intesta anche i 120 milioni del bacino acquifero frutto dell’ottimo lavoro del presidente Lolli, che su quel punto ha operato da pioniere perché ha trovato lo zero assoluto dei governi precedenti. Sarebbero dunque anche meno di 125 i milioni “prodotti” dalla giunta attuale, mettendo insieme 14 milioni del Fesr 21-27, 84 dal Pnrr a cui si aggiungono i cosiddetti progetti bandiera, 27 milioni che arrivano dal governo per potenziare le infrastrutture acquedottistiche regionali. Di tutto ciò non c’è nulla di operativo o concretizzato. L’unica cosa certa sono i fondi Masterplan sottratti alla Marsica e mai reintegrati», conclude Paolucci.
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