Fontanelle, palestra dedicata a Giuliante scomparso a 24 anni

Inaugurazione con familiari, sindaco e amministratori Alessandrini: è un tributo all’amore di Marco per lo sport
PESCARA. E' stata intitolata a Marco Giuliante, il giovane scomparso a soli 24 anni dopo una malattia, la palestra di Fontanelle.
Una struttura completata e inaugurata ieri dall'amministrazione nel cuore di uno dei quartieri più sensibili della città, dove oggi operano associazioni che promuovono l'attività sportiva e dove tanti giovani si allenano con entusiasmo e passione.
Presenti il sindaco Marco Alessandrini, l'assessore allo Sport Marco Presutti, il presidente del Coni Enzo Imbastaro, il consigliere regionale Antonio Blasioli che ha seguito l'iter della palestra da vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici, consiglieri Pierpaolo Zuccarini e Adamo Scurti.
La targa è stata scoperta insieme ai familiari di Marco (molto conosciuto anche a Chieti, dove ha vissuto fino a 18 anni), la mamma Antonietta, la sorella Valeria, la fidanzata Giuliana e il papà Angelo Giuliante, responsabile del servizio Impianti sportivi del Comune, che ha visto nascere la palestra.
«Sono contento ed emozionato per questa intitolazione», ha spiegato il sindaco Marco Alessandrini. «Contento perché vedo la palestra finalmente attiva e piena di vita, come abbiamo fortemente voluto in questi anni, cercando le risorse per ultimarla e portando a termine un lavoro che era rimasto sospeso per troppo tempo. Sono emozionato perché l’intitolazione è un tributo all'amore che il giovane Marco Giuliante ha sempre coltivato per lo sport e un ricordo costante per tutti coloro che lo hanno amato, della sua vita che si è conclusa troppo presto, nel pieno dei suoi anni, lo scorso agosto. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato perché la palestra finalmente fosse attiva e anche per questo giorno, perché intitolandola è come far continuare qui quella passione interrotta e farlo attraverso lo sport che praticano tanti giovanissimi talenti dell’atletica e delle arti marziali, è di certo il modo migliore: perché lo sport insegna a vivere e ad andare avanti con le proprie forze». (e.r.)

