Fontanelle perde di nuovo il vigile: sospeso il presidio per la pandemia
PESCARA. Il rione Fontanelle è ancora una volta senza presidio. Con l'esplosione della pandemia, il distaccamento della polizia municipale collocato nella sede dell'associazione Insieme per...
PESCARA. Il rione Fontanelle è ancora una volta senza presidio. Con l'esplosione della pandemia, il distaccamento della polizia municipale collocato nella sede dell'associazione Insieme per Fontanelle, è stato temporaneamente chiuso. Eppure, se con la riapertura dei confini regionali, è ufficialmente iniziata la fase 3, l'associazione risulta a oggi ancora chiusa e la presenza dell'operatore della polizia locale non è stata ripristinata.
«Abbiamo provato a chiedere all'amministrazione comunale quando sarebbe potuto tornare il vigile nel distaccamento», commenta Nello Raspa presidente dell'associazione Insieme per Fontanelle, «ci è stato assicurato che presto sarebbe rientrato in servizio qui nel quartiere. Sono trascorsi 20 giorni dalla nostra richiesta e la sede è ancora chiusa».
Il posto fisso in via Caduti per servizio era stato ripristinato lo scorso ottobre, dopo che il presidio da parte della polizia municipale si era interrotto con il pensionamento dell'unico vigile operativo. Con l'esplosione della pandemia, la sede dell'associazione era stata chiusa e tutte le attività portate avanti al suo interno sospese. «La presenza del vigile urbano è di grande aiuto per questo quartiere», sottolinea Raspa, «rappresenta un freno per alcuni comportamenti. Vedere persone in divisa fa sempre un certo effetto in determinate zone. Mi auguro che questo tipo di controllo possa tornare al più presto».
A preoccupare l'associazione anche le mancate operazioni di sanificazione. «Il Comune deve provvedere all'igienizzazione dei locali, altrimenti non sarà possibile ripristinare nemmeno le altre attività», dice Raspa. Nella sede, fino allo scorso marzo, era attivo un punto di ascolto Caritas. La struttura è anche luogo di riferimento per gli anziani e per alcuni ragazzi disabili per i quali venivano organizzati corsi di autodifesa e di danza. «Mi limito ad arieggiare i locali», conclude, «ma da quando è esplosa l'emergenza coronavirus ci sentiamo più abbandonati del solito». (m.pa.)
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