Forniture sanitarie e commerciali: i Comuni possono saldare i debiti

26 Giugno 2020

PESCARA . Dodici miliardi di euro a disposizione di Regione, Province, Comuni, per accelerare il pagamento dei debiti commerciali e sanitari e dare ossigeno all’economia piegata dall’emergenza Covid-1...

PESCARA . Dodici miliardi di euro a disposizione di Regione, Province, Comuni, per accelerare il pagamento dei debiti commerciali e sanitari e dare ossigeno all’economia piegata dall’emergenza Covid-19. È quanto previsto nel Decreto Rilancio. Finanziamenti messi a disposizione da Cassa depositi e prestiti, insieme al ministero dell’Economia e delle Finanze, per dare un supporto sia agli Enti territoriali che hanno maturato debiti al 31 dicembre 2019 che alle imprese.
«Con questa iniziativa», spiegano da Cassa depositi e prestiti, «offriamo un sostegno concreto alle pubbliche amministrazioni per i pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e obbligazioni per prestazioni professionali, dovuti sia dagli enti del Servizio sanitario nazionale che da Comuni, Province, Comunità montane, Unioni di Comuni, Regioni per il pagamento di debiti commerciali».
LA DICHIARAZIONE. La dichiarazione dei debiti da pagare va compilata sul sito della Ragioneria dello Stato: per i debiti commerciali, l’anticipazione va richiesta direttamente online; per i debiti sanitari, invece, deve essere inviato un modulo (allegato alla convenzione) a cdpspa@pec.cdp.it.
LE SCADENZE. Le richieste possono essere presentate fino al 7 luglio prossimo. Una volta stipulato il contratto, per i debiti commerciali l’Ente riceverà, entro 7 giorni, la liquidità da Cassa depositi e prestiti. Per i debiti sanitari i 7 giorni decorreranno dalla richiesta di erogazione. Entro 30 giorni potranno essere pagati i tuoi fornitori commerciali, entro 60 giorni quelli sanitari. Cassa depositi e prestiti precisa che il rimborso dell’anticipazione di liquidità potrà avvenire a lungo termine, fino a 30 anni.
COME ACCEDERE. Per accedere all’applicativo è necessario andare sull’homepage del sito cdp.it (https://www.cdp.it/sitointernet/it/homepage.page) tramite il browser Google Chrome e cliccare su Aree Riservate. All’interno della sezione “Pubblica Amministrazione” di può accedere al Portale Enti locali e PA cliccando su Area Riservata. Il ricorso all’anticipazione di liquidità deve essere autorizzato con delibera di giunta, esecutiva a tutti gli effetti di legge.
LA DURATA. «A titolo esemplificativo e non esaustivo», come da Faq di Cassa depositi e prestiti, si riportano alcune delle principali caratteristiche: le anticipazioni possono avere durata da un minimo di 3 anni ad un massimo di 30 anni. Il tasso di interesse nominale annuo da applicare alle anticipazioni, determinato dal Mef, è fisso ed è pari all’1,226%. L’Ente deve rimborsare le anticipazioni mediante il pagamento di rate costanti, comprensive di capitale e interessi, con scadenza il 31 ottobre di ciascun anno, a partire dal 31 ottobre 2022. Dalla data di erogazione e fino alla data di decorrenza dell’ammortamento (1 novembre 2021) sono dovuti dall’Ente interessi di preammortamento.
DOCUMENTI RICHIESTI. Per attivare l’istruttoria serve una domanda sottoscritta dal rappresentante legale dell’Ente e anche dal responsabile finanziario. Domanda che deve contenere: quantificazione del fabbisogno finanziario; dichiarazione dei debiti da pagare, disponibile sulla piattaforma dei Crediti commerciali (crediticommerciali.mef.gov.it) sottoscritta dal rappresentante legale dell’Ente; documentale previsto nella convenzione Cdp-Mef stipulata il 28 maggio 2020 (modulo di adeguata verifica, documento di identità). (r.rs.)