Forte ai politici: puntate sui valori dell’accoglienza

Marsilio e Legnini intervengono alla presentazione del libro dell’arcivescovo Il governatore: non possiamo ospitare tanti migranti? Il consigliere: integriamoli
FRANCAVILLA. L'Europa intesa come patria, fondata su tre valori essenziali: la persona, la solidarietà e l'accoglienza. Sono questi i contenuti, estremamente attuali, del libro dal titolo “Patria Europea”, scritto da monsignor Bruno Forte, arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, presentato ieri pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Francavilla. Temi chiave che hanno richiamato l'attenzione del governatore Marco Marsilio e del consigliere regionale, Giovanni Legnini, ospiti interessati e interessanti, bravi ad animare un dibattito sviluppato ad alti livelli insieme al vescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone con la sapiente regia del padrone di casa, don Michele Masciarelli. Diverse persone in platea ad ascoltare con attenzione il confronto andato avanti per circa un'ora e mezza, incentrato su temi che ormai sono diventati pane quotidiano, dai notiziari ai giornali, fino alla politica.
Posizioni diverse talvolta, come quelle sul tema dell'immigrazione: all'apertura di Legnini fa da contraltare l'attenzione di Marsilio. Ma tutte con un comune denominatore, come ha giustamente osservato Forte, vale a dire aiutare chi ha più bisogno, ridurre la disuguaglianza sociale e garantire a tutti l'accesso ai diritti fondamentali. «L'Europa è tema cruciale per il presente e per il futuro, soprattutto dei giovani», ha esordito Legnini con il suo intervento. «Padre Bruno ci ha donato una quantità enorme di riflessioni, scritti e stimoli. Quest'ultima opera arricchisce il lavoro della chiesa sul tema dell’integrazione europea. Papi e sacerdoti hanno costantemente richiamato i governi verso l’integrazione europea dopo la seconda guerra mondiale. Tra questi non si possono dimenticare Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e papa Francesco, che pur venendo dal Sudamerica ha continuato e rafforzato l’opera di costruzione di un'identità europea». Quindi prosegue: «Il lungo periodo di pace dopo il secondo conflitto bellico è la più grande conquista europea. Anche i rischi nei decenni successivi, dalla guerra fredda al conflitto nei Balcani, sono stati trasformati con sapienza in opportunità di crescita. Oggi quei paesi sono parte attiva del progetto di sviluppo». Marsilio invece si concentra su un altro grande tema dei giorni nostri, il concetto di sovranismo: «Significa recuperare spazi popolari in un sistema che tende a schiacciarli. Un esempio: Bruxelles oggi invita gli stati membri a produrre formaggi con latte in polvere. Io invece dico che bisogna difendere la nostra cultura e le nostre tradizioni. Purtroppo tante volte l'Europa è fredda nei confronti delle realtà locali». Poi sull'immigrazione: «Un'Europa senza frontiere è utopia. È giusto solidarizzare con i popoli che soffrono per vari motivi come guerre, carestie, fame e malattie. Ma occorre anche essere realisti: siamo in grado di ospitare decine di milioni di migranti nei nostri confini? Non corriamo al contrario il rischio emarginare e abbandonare queste persone? Troppe volte questi fenomeni sfociano nell'illegalità, nei problemi delle periferie e nella delinquenza. Io credo», chiude il governatore, «che occorra conciliare lo spirito umano senza perdere di vista il contatto con la realtà». Quindi interviene l'autore, monsignor Forte: «Dobbiamo ritrovarci su quelli che sono i valori fondamentali. La persona, dove l’Europa ha iniziato puntando sulla dignità dell'essere umano. La solidarietà, su cui destra e sinistra, pur avendo visioni diverse, condividono il medesimo obiettivo. L'Accoglienza. Qui, tanto per fare un esempio, una volta ho contato i grandi processi di immigrazione per il centro sud Italia e mi sono reso conto che in tutta la zona c'è una mescolanza di undici derivazioni diverse. I processi immigratori non si risolveranno nelle ultime vicende di cui sentiamo parlare ogni giorno e vanno gestiti al meglio». E allora un invito alla politica, rappresentata dai suoi interlocutori: «Non bisticciate sul bene e sul male dell'immigrazione. Disciplinatela».

