Fra 6 mesi ultimata la demolizione del relitto

3 Settembre 2016

GENOVA. A marzo non ci sarà più traccia della Costa Concordia. Nel bacino 4 delle riparazioni del porto di Genova ci vorranno sei mesi per demolire quello che resta della nave da crociere affondata...

GENOVA. A marzo non ci sarà più traccia della Costa Concordia. Nel bacino 4 delle riparazioni del porto di Genova ci vorranno sei mesi per demolire quello che resta della nave da crociere affondata al Giglio la sera del 13 gennaio 2012, causando la morte di 32 persone, fra passeggeri e membri dell’equipaggio.

Nel bacino di carenaggio finale è prevista la «rimozione finale degli allestimenti interni, la pulizia delle aree e la demolizione finale di tutte le strutture”, scrive il consorzio di smantellamento composto dai cantieri San Giorgio del Porto e Saipem. Da smantellare, alla fine, sono rimasti 3 ponti (al di sotto di quelli passeggeri) dove ci sono soprattutto i locali macchine.

Per portare il relitto dall’ex Superbacino al bacinodi carenaggio 4, per l’ultimo viaggio della nave, sono stati impiegati 4 rimorchiatori che hanno movimentato la (ex) Concordia intorno alle 9,15. A mezzogiorno la nave erà già arrivata a destinazione: del resto, la distanza da percorrere era di circa un miglio. Le manovre per la sistemazione in sicurezza hanno, però, richiesto più tempo.

Al momento, il relitto è largo 35,5 metri e lungo 268,20. Il pescaggio (che ha consentito il trasferimento all’interno del porto) è di meno di 12 metri. Il materiale rimosso è pari a 30mila tonnellate: di queste 22mila di acciaio e metallo sono state riciclate, inviandole a fonderie. Lo smantellamento della Concordia è avvenuto in quattro fasi. La prima è iniziata nella diga di Prà Voltri, dove il relitto è arrivato il 27 luglio del 2014: qui la nave è arrivata dopo 4 giorni di navigazione, dal Giglio, sorretta da una “cintura” di cassoni di metallo ideata da ingegneri italiani che hanno sperimentato un sistema di rigalleggiamento mai tentato prima al mondo.