Francavilla, chiude il centro dialisi Medico e 9 infermieri senza lavoro

2 Febbraio 2020

La Asl decide di tornare al servizio interno: da metà marzo i pazienti andranno all’ospedale di Ortona Nessuna alternativa per i dipendenti: l’azienda di Bari non ha bisogno di personale in altre strutture

FRANCAVILLA AL MARE. Diaverum chiude e lascia a casa i suoi dieci dipendenti. Da metà marzo il centro dialisi di piazza Porta Ripa a Francavilla abbasserà le saracinesche a seguito della decisione, da parte della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, di internalizzare nuovamente il servizio dialitico, voluta dal nuovo management guidato da Thomas Schael.
In base a quanto riferito dai sindacati, a fine dicembre è stata comunicata la decisione di non voler rinnovare la convenzione per l’espletamento del servizio, che per quasi un decennio è stato offerto dal centro dialitico di Francavilla, ai pazienti non solo della città ma anche del circondario. Da quello che si apprende, la scelta sarebbe stata fatta in favore di un rilancio della struttura e delle apparecchiature presenti a Ortona, che a partire da fine marzo, data in cui si concluderà il lavoro della Diaverum, diventerà il nuovo punto di riferimento per l’utenza.
E proprio a seguito del mancato rinnovo della convenzione, giovedì scorso l’azienda, che ha sede a Bari, ha inviato la lettera ai suoi dipendenti, di cui nove infermieri e un medico, per comunicare l’avvio della procedura di licenziamento.
Da quello che si legge, dopo la cessazione della convenzione sia con la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti che con quella di Pescara (anche in questo caso il rapporto è terminato alla fine dello scorso anno), sono venuti a mancare i presupposti per poter andare avanti.
«In base a quanto ci è stato comunicato», si legge nella nota diffusa dalla Diaverum, «appare evidente che non è possibile ipotizzare soluzioni alternative alla soppressione di tutti i posti di lavoro per la cessazione dell’attività».
E poi prosegue: «Peraltro, non sussistono le condizioni per ricollocare il personale in altri centri dialisi in quanto quello di Francavilla è l’unico in Abruzzo, mentre in quelli che si trovano in Lazio, Puglia e Sicilia non si registra una carenza di personale».
Insomma, si andrà avanti ancora per un mese e mezzo circa, poi i pazienti, che soprattutto in estate si appoggiavano alla struttura, dovranno andare altrove, mentre il futuro dei dipendenti è avvolto da un punto interrogativo.
«Nei prossimi giorni chiederemo un tavolo di confronto cercando di coinvolgere la Regione, il Comune e la Asl, per trovare una soluzione», dice Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Cgil Fp di Chieti.
«La reinternalizzazione del servizio è una scelta politica che purtroppo si ripercuote sui lavoratori e sui fruitori. Diaverum nel corso degli anni era diventata un punto di riferimento non solo per Francavilla, ma per tutta la zona. A oggi, purtroppo, non sembrano esserci alternative alla chiusura».
Da quanto emerge, pare che da un anno a questa parte si era iniziato a parlare della possibilità della chiusura, come conferma anche il sindaco di Francavilla Antonio Luciani: «La situazione purtroppo si trascina da tempo e non ha mai visto una soluzione», afferma il primo cittadino, «ci siamo confrontati con tutti: direzione sanitaria, azienda e sindacati, ma la scelta è della Regione che ha deciso di reinternalizzare il servizio. Siamo molto dispiaciuti», conclude Luciani, «sia per il personale dipendente che per l’utenza».
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