Francavilla, commercio al palo: «La zona rossa ci sta affossando»

I negozianti contestano i ritardi nella riapertura e temono nuove chiusure dal prossimo anno Nastasi: «Nessun ristoro, sono arrivate solo promesse». Tiberio: «L'online ha fatto affari d'oro»
FRANCAVILLA. Rabbia e amarezza. A una settimana dal lancio della campagna "Io compro a Francavilla", che ha fatto già registrare 150 adesioni e oltre 600 like sulla pagina Facebook, l'attenzione dei commercianti rimane focalizzata sui ritardi nella riapertura che producono ulteriori perdite. Dicembre doveva essere il mese in grado di sanare le ferite autunnali provocate dal Covid, ma dopo aver perso il week-end del Black friday, il prolungarsi della zona rossa si traduce nel dover bruciare anche il ponte dell'Immacolata.
E proprio mentre oggi pomeriggio la città si prepara ad accendere le luminarie, l'umore dei commercianti rimane sotto i tacchi. «È evidente che chi ci governa ha sbagliato modi e tempi per chiudere e soprattutto per riaprire la Regione», dice Maurizio Nastasi, rappresentante degli esercenti alla Sirena, «non bastavano i danni della chiusura, ora anche la beffa che ci fa perdere i primi 10 giorni di lavoro di dicembre. Quando riapriamo? Non lo so, noi continuiamo a navigare nell'incertezza. Spero che potremo lavorare almeno fino al 24 dicembre, poi si vedrà come andranno le cose da gennaio. Per adesso prepariamo vetrine e promozioni, cercando di richiamare i clienti, ma non nascondo un certo scoramento».
E sui ristori chiosa ironicamente: «Fin qui sono arrivate le promesse. E basta».
Anche Elisabetta Scataglini, che lavora nel suo negozio a Sant'Alfonso, stavolta è meno ottimista del solito: «Il protrarsi della zona rossa e della chiusura è stato un ulteriore colpo a un settore già in forte sofferenza. Il commercio è uno dei motori del paese, andrebbe tutelato, non affossato. Sto provando a salvarmi con qualche vendita online, ma a fine mese non riesco nemmeno a pagare le utenze. Sperando nella riapertura dal 10 dicembre proverò con una campagna promozionale, almeno per svuotare il magazzino. Ma già si parla di nuove chiusure da gennaio all'estate: a queste condizioni è difficile programmare». Gianfranco Ferrucci, rappresentante dei commercianti di viale Alcione, aggiunge: «Economicamente è un disastro. Riesco a fare qualcosa con il reparto bimbo, ma rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ho perso il 60 per cento. Non so in quanti riusciremo a sopravvivere a questo periodo: certo è che chi governa ha gestito male la zona rossa, penalizzandoci ulteriormente».
Un monito arriva anche da Marisa Tiberio, presidente di Confcommercio Chieti: «I sentimenti che raccolgo sono di rabbia e sfiducia. Dicembre rappresenta generalmente il 30 per cento del fatturato di un'attività, che in questo modo viene parzialmente bruciato. Inoltre è anche il mese in cui ci sono le spese maggiori, tra quelle fiscali, gli affitti e il pagamento dei fornitori. Speriamo di riuscire a riaprire tra il 10 e l'11 dicembre, anche se incombe lo spauracchio di nuove chiusure». Poi conclude: «In questa situazione l'online ha fatto affari d'oro: noi non possiamo competere con i colossi del web, ma offriamo anche un servizio differente, fatto di assistenza, packaging, fiducia e post vendita. E' la nostra forza e i clienti l'apprezzano».

