Francavilla fuori dal Parco Angelucci: città penalizzata

L’ex sindaco, tra i promotori dell’area di riserva, amareggiato per la decisione che esclude il Comune dai grandi circuiti della promozione turistica
FRANCAVILLA. Francavilla tagliata fuori dal Parco nazionale della costa teatina. La città, che da sempre aspira a ricoprire il ruolo di porta del parco a nord, con San Salvo a sud, non è stata inserita nella proposta del piano di perimetrazione che il commissario, Pino De Dominicis, si appresta a consegnare alla presidenza del Consiglio dei ministri. Il commissario ha ridimensionato l’area, riducendola dagli iniziali 24mila ettari di superficie a 10mila 400. I Comuni compresi nella perimetrazione sono 10.
Si parte da nord con Ortona (Val di Foro) e si prosegue verso sud lungo il litorale sino a San Salvo, passando per San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino. Nel parco, con le loro aree protette, figurano anche due piccoli centri privi di affaccio sul mare: Pollutri e Villalfonsina. L’esclusione di Francavilla ha suscitato l’immediata reazione di protesta dell’ex sindaco, attuale consigliere comunale d’opposizione Roberto Angelucci, che più di 15 anni fa, fu tra i sindaci promotori del parco. «Ho sempre sostenuto il progetto di valorizzazione della costa teatina dei trabocchi, perché può esssere un volano per il turismo tutto l’anno, così come altre iniziative promosse a suo tempo dall’associazione Vie Verdi d’Europa» annota Angelucci. «Il Comune di Francavilla è stato uno dei primi a perimetrale il proprio territorio e a individuare i punti di forza per caratterizzare il proprio ruolo, che avrebbe dovuto essere di porta d’ingresso ai parchi: non solo della Majella e del Gran Sasso ma anche della costa teatina. In quest’ottica, si è puntato sul potenziamento della ricettività, consentendo aumenti di cubatura per le trasformazioni da residenziale a turistico e promuovendo l’apertura di B&b e agriturismi. Insieme a San Salvo ci siamo attivati per costruire un approdo sul mare. Siamo riusciti a salvare i finanziamenti assegnati per la pista ciclabile da Vasto-San Salvo a Francavilla», prosegue l’ex sindaco. «Quando le ferrovie stavano mettendo all’asta i caselli ferroviari e i terreni della lecceta di Torino di Sangro, il Comune di Francavilla ha stanziato 100mila euro per partecipare all’asta e bloccarne la vendita, per far restare integra l’area».
Secondo Angelucci, l’esclusione dal parco è un guaio per Francavilla. «Stare fuori dal parco significa essere tagliati fuori da tutta la promozione turistica. Non c’è da temere per gli eventuali vincoli. Di fatto, la città è già tutta costruita; ora deve puntare solo sulla valorizzazione dell’esistente. Stando all’interno, il Comune potrebbe acquisire a prezzo politico e con i soldi della Regione, tutte le aree dismesse delle ferrovie. Dopo tanto lavoro fatto per promuovere il parco, chiedo al commissario De Dominicis: come può Francavilla essere tagliata fuori?».
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