Francavilla, in strada i disabili con i cartelli per salvare la piscina

Pazienti, familiari e operatori dell’istituto Santa Caterina tornano a protestare: ci serve la vasca per la riabilitazione
FRANCAVILLA. All’insegna dello slogan «Ridateci la piscina», ieri pomeriggio, pazienti con i familiari e operatori dell’Istituto di riabilitazione Santa Caterina di Francavilla, sono scesi in strada armati di cartelli, per sollecitare la Regione a concedere i contributi necessari per riaprire la piscina chiusa da oltre un anno. La manifestazione organizzata dal comitato Pro-piscina, ha visto la partecipazione di utenti diversamente abili provenienti da vari centri della provincia di Chieti, che per un problema di fondi, dall’agosto del 2014 non hanno più la possibilità di effettuare le terapie in acqua, fondamentali per la loro salute. Molti pazienti adulti costretti in carrozzina, fanno terapia al Santa Caterina fin da bambini.
Evelina Di Crescenzo vive a Bocca di Valle. Ha 39 anni e da quando ne aveva 3, ha cominciato a fare terapia in acqua: «In acqua i movimenti sono più semplici», spiega, «è una fisioterapia più attiva che mi consente di camminare abbastanza bene. Fuori dall’acqua è tutto molto più faticoso».
«In piscina ritroviamo la dignità di persone autonome», aggiunge Valeriano Gennarini, 35 anni di Crecchio, che frequenta la struttura da 10 anni. «L’idrokinesiterapia ci dà grande giovamento a livello fisico. Ci consente una relativa autonomia e una migliore qualità di vita».
Ines Quaranta di Ortona, è affetta da sclerosi multipla da 20 anni: «Camminavo con le stampelle e solo grazie alle continue terapia in acqua sono riuscita a toglierle. Che senso ha convertire le sedute in acqua con quelle motorie in palestra, che sono molto più pesanti?». «Mia moglie ha perso la sensibilità a mani e gambe per una meningite da streptococco», aggiunge Giovanni che viene da San Vito. «In acqua è molto facilitata a camminare per migliorare il tono muscolare. Doveva iniziare la terapia proprio nei giorni in cui la piscina è stata chiusa. Mi auguro che riapra, altrimenti non potrà fare più nulla».
Nei giorni scorsi, la dirigenza della Fondazione Santa Caterina, in vista della manifestazione promossa dal Comitato, ha scritto alla Regione, ricordando come «lo stesso assessore Silvio Paolucci ha formalmente dato assicurazioni in ordine ad una particolare e positiva attenzione della Regione. Il Santa Caterina ha già dato formale attuazione ai procedimenti istruttori, richiesti dalla Direzione sanità, tesi a giungere alla completa riconversione delle strutture riabilitative regionali. Nel caso in cui, come si auspica, il procedimento di riorganizzazione dovesse andare a regime e alla Fondazione sarà garantito interamente il nuovo budget in sintonia con le nuove prestazioni da rendere, si farà luogo anche alla riapertura della piscina, e con essa alle connesse attività terapeutiche». «Prendiamo atto delle dichiarazioni del Santa Caterina e siamo fiduciosi in Paolucci, ma è passato più di anno e la situazione è sempre ferma. Vogliamo sapere qualcosa e non ci fermeremo», sollecita Luca Pelliccia, a nome del comitato.
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