Francavilla, nasconde un chilo di droga nel bagno: spacciatore minaccia di uccidersi durante il blitz della Finanza

5 Luglio 2014

Le fiamme gialle irrompono in casa di uno spacciatore nigeriano ma lui per non far scoprire la marijuana scappa sul balcone: arrestato

FRANCAVILLA. Lo tenevano sotto controllo: l’ipotesi dei finanzieri era che il nigeriano, nonostante fosse agli arresti domiciliari per spaccio di droga in un appartamento di via D’Annunzio, nella zona del Foro di Francavilla, continuasse a vendere marijuana. È per questo che ieri si sono presentati in quella casa: volevano perquisirla da cima a fondo. Ma lui, per evitare che gli investigatori trovassero la droga, è scappato sul balcone e ha minacciato di lanciarsi nel vuoto. L’aveva capito che, se i finanzieri avessero scoperto quella busta di marijuana, per lui si sarebbero aperte le porte del carcere: in gergo tecnico, che la misura cautelare a cui era sottoposto sarebbe stata aggravata. Una sceneggiata che ha tenuto in apprensione il quartiere Michetti per un pugno di minuti, fino a quando i finanzieri del comando provinciale di Pescara, sono riusciti a bloccarlo: prima gli hanno parlato, facendogli capire che da lì non sarebbe mai riuscito a scappare, e poi l’hanno immobilizzato. Finita la messa in scena – che ha messo in allarme anche vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale e sanitari del 118 – per gli uomini delle fiamme gialle, guidati dal comandante provinciale Francesco Mora, è stato quasi un gioco da ragazzi recuperare la droga: un chilo di marjuana nascosto nel bagno dell’abitazione. Nell’appartamento, sono state trovate anche diverse banconote. A questo punto, l’equazione della finanza è semplice: un chilo di droga dal valore di circa 10 mila euro e soldi, quanto basta per ipotizzare il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga, destinata al mercato di Francavilla e dintorni, è stata sequestrata e il nigeriano è stato arrestato e trasferito nel carcere di Madonna del Freddo, a Chieti, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Entro due giorni, il nigeriano sarà interrogato: potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere e restare in silenzio o decidere di collaborare con gli inquirenti. Di certo c’è che la finanza continuerà a indagare: in base alle prime tessere del mosaico, il nigeriano sarebbe il terminale di vendita di un’organizzazione più grande. L’obiettivo, dunque, è risalire il canale dello spaccio e capire chi ha fatto arrivare la partita di marijuana.

Il precedente porta a Montesilvano, corso Umberto, nella notte del 18 giugno scorso: sempre la finanza di Pescara ha scoperto, in un garage, 30 chili di marijuana nascosti in tre sacchi neri della spazzatura. Due gli arrestati: un commerciante ambulante di Montesilvano e un albanese, disoccupato ma con 4.600 euro in tasca.

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