"Francavilla è marina di Chieti", scoppia la guerra su Facebook

Un post di Di Primio sul social network accende una guerra di campanile. Luciani chiede le scuse, che però non arrivano
FRANCAVILLA. Guai a scrivere che Francavilla è "Marina di Chieti". E se a dirlo poi è proprio il sindaco del capoluogo teatino fresco di rielezione, è come gettare benzina sul fuoco. Potere dei social network, che amplificano le considerazioni e le ufficializzano scatenando, com’è accaduto domenica scorsa, centinaia e centinaia di commenti denigratori. Già, perché al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, è bastato scrivere un post sulla sua pagina ufficiale Facebook per scatenare l'ira dei francavillesi. Di Primio ha raccontato di quanti domenica si sono complimentati con lui per la rielezione, tanto che Francavilla sembrava "la Trinità", alludendo alla piazza centrale della città che amministra. Ma ha commesso la gaffe di chiamare Francavilla "marina di Chieti", e i francavillesi si sono arrabbiati al punto da riempire la sua bacheca di messaggi non proprio dal tono cordiale.
A intervenire sul post di Di Primio è stato anche il primo cittadino di Francavilla, Antonio Luciani. C'è chi vede nella scivolata del sindaco teatino puro campanilismo, chi invece è sicuro che sia stata una trovata, la classica provocazione politica tra sindaci di opposti colori politici. Campanili o no, quel che conta è la guerra mediatica che si è scatenata e che riempie non solo le bachece di Di Primio e Luciani ma anche quelle di tanti residenti delle due città. Tra i commenti, frasi come "vatti a sciacquare a Sant'Anna" o "chietini, faceteve lu bagn a Megalò" , tra le più eleganti. "Si dice che la madre dei cretini sia sempre incinta, non sapevo partorisse anche i sindaci", o ancora, "Ma chi ti pensa, stattene a Chieti", "Sopprimiamo la fermata dell'auto a Krismi, voglio vedere come ci vengono al mare..”. E quale occasione migliore per chiedere di nuovo che Francavilla diventi provincia di Pescara? "085, il nostro prefisso", "Chieti è un paesone, scomparirà e sarà provincia di Pescara".
La risposta di Luciani è arrivata, elegante ma tagliente, domenica pomeriggio: «Dobbiamo essere all'altezza della nostra storia», scrive dopo essersi soffermato su Michetti e D'Annunzio, " e rispondere con la nostra cortesia immensa come il mare che qualcuno ci invidia. Sarebbe facile replicare che chi parla è in realtà il sindaco della collina di Francavilla, ma non lo faremo. Abbiamo rispetto per gli oltre 35 mila amici di Chieti che non lo hanno votato. Il caso potrebbe essere archiviato subito, con delle scuse».
Ma le scuse ufficiali non sono arrivate perché, come ha poi scritto lo stesso Di Primio in un successivo post, «non ho nulla di cui scusarmi. Non intendevo offendere i francavillesi, anche perché a Francavilla ci abito. Volevo solo dire» ha proseguito il sindaco di Chieti, «che per i tanti teatini che ho incontrato al mare mi sembrava di essere alla Trinità. Il mio intervento è stato strumentalizzato e, forse, fa comodo così. Dopotutto, il prossimo anno ci sono le elezioni», ha aggiunto. Nella bagarre, tutta virtuale, dice la sua anche il coordinatore provinciale di Forza Italia, consigliere a Francavilla, Daniele D'Amario, il quale non esita a bacchettare il sindaco della sua stessa parte politica schierandosi a favore dei francavillesi: «Di Primio ha perso una preziosa occasione per tacere. È solo una polemica tra sindaci che hanno evidentemente conti in sospeso, e che dovrebbero occuparsi dei rispettivi territori. In questo modo non si fa altro che fomentare il campanilismo, rischiando così di alimentare atti di violenza». Ipotesi a quanto pare neppure tanto peregrina, quella della violenza: su Facebook, un cittadino di Chieti racconta di un ragazzo di 16 anni che sarebbe stato aggredito a Francavilla per aver indossato un pantaloncino con i colori del Chieti calcio. Il giovane sarebbe stato soccorso e portato in ospedale, e i genitori avrebbero denunciato l'aggressore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

