Fratelli d’Italia: «L’Abruzzo è rafforzato»

In festa i vertici del partito di Marsilio e del Carroccio. Imprudente: «D’Eramo in un settore strategico»
L’AQUILA. Sono due i partiti in festa per la mossa che ha portato l’Abruzzo a entra nel governo Meloni con i neosottosegretari Fausta Bergamotto e Luigi D’Eramo.
Fratelli d’Italia scende in campo con tutti i big. Innanzitutto con il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio: «L’Abruzzo ne esce rafforzato con due sottosegretari in ministeri importanti, deleghe che hanno forte incidenza nella vita economica e sociale del territorio. Con il presidente del Consiglio eletto in Abruzzo erano decenni che la nostra regione non aveva una forza tale in un governo». E poi con i neo parlamentari eletti in Abruzzo, Etelwardo Sigismoni, Guido Liris, Guerino Testa, Rachele Silvestri e Fabio Roscani: «Fratelli d’Italia in campagna elettorale aveva preannunciato che con un governo guidato da Giorgia Meloni e dal centrodestra l’Abruzzo avrebbe riconquistato il giusto peso politico utile e necessario ad affrontare le priorità programmatiche di tutto il territorio regionale. Oggi, l’Abruzzo finalmente cambia passo: dopo essere stato marginalizzato dal centrosinistra torna ad essere protagonista». Ma anche con il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi: «Per la prima volta nella storia due sottosegretari aquilani faranno parte di un governo di centrodestra. Un risultato straordinario per l’intero Abruzzo e per la città dell’Aquila, che tornano al centro dell’agenda politica italiana e a contare in uno dei momenti più complessi della nostra epoca».
Il secondo partito in festa è la Lega. A esprimere «grande soddisfazione» è l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente, del Carroccio come D’Eramo, con cui ora condividerà anche le competenze al settore primario: «Il suo prestigioso incarico rafforza l’azione della Regione in questo settore strategico per la nostra economia in un momento complicato per il caro energia, per l’aumento del costo dei materiali, per la difficoltà a reperire anche prodotti base per le nostre coltivazioni e per il Made in Italy sotto attacco anche per scelte sbagliate e scellerate in Europa come il Nutriscore».

