Fritto, arrosto, in umido I mille modi del baccalà alla sagra di Sant’Omero

SANT’OMERO. Sua maestà, il baccalà, pronto a conquistare i fini palati dei buongustai. La sagra dei grandi numeri (lo scorso anno furono preparati quasi 600 chili di gnocchi, 14mila piatti, 30...
SANT’OMERO. Sua maestà, il baccalà, pronto a conquistare i fini palati dei buongustai. La sagra dei grandi numeri (lo scorso anno furono preparati quasi 600 chili di gnocchi, 14mila piatti, 30 quintali di baccalà lavorato) organizzata dalla Pro Loco diretta da Sandro Di Addezio, è pronta a tagliare il suo 36esimo nastro a Sant’Omero, facendo dell’evento gastronomico fra i più longevi d’Abruzzo.
Da domenica a17 sabato 23 luglio, sia a pranzo che a cena, all’aperto o in tensostruttura, potranno essere gustati tre tipi di antipasto (Primavera, alla Berlusca e con peperoni arrosto), sette primi piatti (gnocchetti in bianchi, mezze maniche rosse, linguine, zuppa ceci con pane fritto, tagliolini e ceci, insalata di farro e baccalà, ceci con baccalà) e nove secondi piatti (baccalà arrosto con funghi, olive nere, ortolana, pomodorini e olive nere, in umido al pomodoro, in umido con patate, fritto e olive fritte ripiene di baccalà) cucinati da esperti chef depositari della tradizione.
Ad allietare la sagra santomerese, tutte le sere, ci sarà buona musica mentre per i giovani torna l’angolo ristoro musicale “Baccano”, nel parco verde di fianco la scuola elementare del capoluogo, dove esperti maestri prepareranno fantasiosi cocktail.
La cultura trova spazio in un contesto sagraiolo. Torna anche quest’anno l’incontro internazionale con alcuni dei massimi esperti di fenomeni enogastronomici, giunto alla settima edizione. Il convegno, come di consueto a carattere multidisciplinare, avrà diversi focus di attenzione e spazierà tra diversi approcci e discipline scientifiche. Punto di partenza per riflessioni comuni sarà rappresentato dalla valenza culturale del cibo, dai fenomeni sociali legati all’enogastronomia e alla produzione agricola in termini locali e globali. «Cibo, cultura e società sono le tre parole chiave cui si collegano anche i focus della produzione, quelli della sostenibilità alimentare e del consumo, dell’agricoltura sociale, della salute, dell’economia e dello sviluppo non soltanto locale», spiega il coordinatore del convegno, il sociologo docente universitario di Chieti, Gabriele Di Francesco. Diversi gli accademici italiani e stranieri che relazioneranno all’appuntamento di sabato alle ore 9.30 nella sala marchesale di Sant’Omero.
Alex De Palo
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