Furti a bordo di 12 imbarcazioni: preso il ladro del porto turistico

10 Febbraio 2021

PESCARA. E' stata trovata e recuperata dalla polizia una parte della refurtiva sparita da 12 imbarcazioni ormeggiate al porto turistico di Pescara tra il 18 e il 19 ottobre. E oltre a individuare...

PESCARA. E' stata trovata e recuperata dalla polizia una parte della refurtiva sparita da 12 imbarcazioni ormeggiate al porto turistico di Pescara tra il 18 e il 19 ottobre. E oltre a individuare quel materiale da pesca, o meglio una parte di quel materiale rubato, il personale della squadra volante ha anche scovato l'uomo che si sarebbe occupato di smontare e riassemblare i vari pezzi, poi messi in vendita. Si tratta di un 35enne pescarese, V.C.D., originario di Reggio Emilia, già conosciuto dalle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Nei suoi confronti, è scattato l'arresto per il reato di riciclaggio. Tutto è cominciato quando la polizia ha ricevuto una segnalazione da un uomo che ha riconosciuto al porto turistico la propria attrezzatura da pesca che gli era rubata a ottobre, per cui ha chiesto l'intervento di una pattuglia.
Avviando gli accertamenti i poliziotti hanno ricostruito che non era stato il solo a subire un furto, visto che qualcuno era passato su ben 12 imbarcazioni rubando varie attrezzature per la pesca sportiva e cioè canne, mulinelli, esche artificiali (per quei furti sono state presentate dieci denunce). A seguito della segnalazione, gli agenti della Volante hanno scoperto che qualcuno ha rivenduto la merce rubata attraverso internet, vale a dire il 35enne che poi è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari, e così la polizia ha deciso di andare a fondo avviando una perquisizione del veicolo e della casa dell'uomo. Il controllo ha permesso di recuperare centinaia di esche artificiali, decine di mulinelli e di canne da pesca per uso sportivo, con annessi accessori (sensori acustici, piombi, ami, lenze), fucile subacqueo, pinne, maschere, vale a dire buona parte della refurtiva di ottobre. E’ stato trovato e sequestrato, poi, il tablet utilizzato per le vendite on line attraverso il sito "subito.it". Esaminando il materiale è stato accertato che le attrezzature rubate sono state smontate, riassemblate e in parte già vendute a pezzi, in modo da non far capire l'origine furtiva della merce agli acquirenti. Dopo il ritrovamento, buona parte dei materiali è stata restituita ai proprietari.