Furti a raffica nelle case, presa la banda

Sono 5 rom residenti tra Città Sant’Angelo e Collecorvino. Nei mesi scorsi hanno seminato il panico nei centri della provincia
PESCARA. Cinque arresti sono stati eseguiti ieri mattina nell’operazione “Ladri di campagna” dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Pescara. Arresti collegati alle scorribande che nei mesi scorsi avevano creato preoccupazione fra gli abitanti del Pescarese, in particolare di Spoltore e Pianella, per una serie di furti in abitazione. Si tratta di quattro Spinelli, Gaetano, Gildo, Shamir e Sharon, e di Giuliano Fedi Guarnieri, tutti rom. L’inchiesta, in mano al sostituto Andrea Di Giovanni, è stata condotta dai carabinieri del Nor della compagnia di Pescara diretta dal capitano Giovanni Rolando che hanno svolto un eccellente lavoro investigativo, mettendo insieme elementi che potrebbero inchiodare gli autori di questi furti, a volte scoperti da proprietari mentre erano ancora in casa. Nella misura vengono contestati 8 colpi, ma potrebbero essere anche una quindicina.
E il punto di partenza dell’inchiesta è uno di questi furti, messo a segno a Elice l’8 novembre del 2022. Un colpo andato a vuoto, perché in casa c’era l’anziana madre che, quando i tre del gruppetto erano ancora all’esterno, si è resa conto che qualcosa non andava e a nulla servì il tentativo di raggirare la donna presentandosi come amici del figlio. E infatti i tre decisero di desistere e andarono via. Ma non sapevano che c’era una telecamera a riprenderli mentre erano a volto scoperto, poi riconosciuti con certezza dalle forze dell’ordine come Gildo, Shamir e Sharon Spinelli. Quello è stato il punto di partenza dell’inchiesta che si è arricchita delle testimonianze delle vittime, delle immagini e dei filmati registrati da telecamere di videosorveglianza poste nelle abitazioni delle vittime, ma anche lungo i tragitti compiuti dalla banda in auto.
In tre mesi, da marzo a maggio scorsi, sono stati registrati altri sette colpi (5 a Spoltore e 2 a Pianella) con modalità e bottini diversi (fino a 15 mila euro in oggetti preziosi e orologi). Con un lavoro certosino, i militari hanno ricostruito il passaggio delle auto nella zona, individuando anche delle persone a bordo che rispondevano alle descrizioni delle vittime, molte delle quali si erano imbattute nei ladri o mentre rientravano a casa o spostandosi da una stanza all’altra e trovandosi di fronte il malvivente che si dava subito alla fuga. E perlustrando le zone interessate, i carabinieri sarebbero arrivati anche a scovare una sorta di “covo”, a Collecorvino. E tenendo quindi sotto controllo il covo, i militari sarebbero riusciti ad attribuire la responsabilità di alcuni furti messi a segno il 6 maggio scorso a Pianella. Qui, in una delle abitazioni visitate, in due hanno portato via al malcapitato diversi oggetti in oro e un orologio. Ma nell’abitazione vicina c’era una anziana parente delle vittime che aveva notato due persone uscire da quella casa e salire su un’Audi nera. Incrociando le annotazioni di servizio, con la descrizione dei due ladri e le registrazioni dei tracciati Gps, i militari sono riusciti a collocare quella stessa Audi che si era allontanata dal covo controllato sui luoghi dei furti e nello stesso arco temporale: a bordo, stando alle indagini, c’erano Gaetano e Shamir Spinelli. E con lo stesso sistema, gli investigatori sono poi riusciti a incastrare Gildo e Sharon Spinelli per il tentativo di furto in un’abitazione di Pianella, dove il proprietario, rientrato all’improvviso, si era trovato davanti un uomo e una donna (poi descritti nei dettagli) che, prima di darsi alla fuga, lo minacciarono di morte. Nel corso di un altro furto, questa volta a Spoltore, Gildo Spinelli e Giuliano Fedi Guarnieri sono stati immortalati dal sistema di sorveglianza sistemato nella cucina di casa, dove i due si sarebbero soffermati, permettendo ai carabinieri di individuare anche gli abiti che indossavano. Nel corso di un altro furto perpetrato a Spoltore in un'abitazione a piano terra, i tre autori si impossessavano di un orologio, ma venivano notati da un testimone che induceva il terzetto alla fuga. Ma il teste notò che fuori c’era un’auto con un quarto uomo che si preoccupò di strappare la targa anteriore dall’auto e di aprire il cofano per impedire la visione della targa posteriore. E dai riscontri delle telecamere della zona già sotto osservazione, i carabinieri notarono il passaggio di quell’auto, riconoscendo all’interno Gaetano Spinelli: circostanza poi messa in relazione alle dichiarazioni del teste. Ora la parola passa al gip Fabrizio Cingolani che ha emesso la misura cautelare e che dovrà interrogare i cinque.

