Furti in serie, preso l’ultimo della banda

Estradato dalla Romania uno dei ladri che avrebbero messo a segno otto colpi nelle case. Era sparito da un anno
PESCARA. È incappato in un controllo delle forze dell’ordine, in Romania. E si è subito capito che era ricercato in Italia da novembre dell’anno scorso, quando i carabinieri di Pescara hanno arrestato tre suoi complici, due presunti ladri e un ricettatore. Gabors Balazs, 39 anni, romeno, un tempo residente a Tollo (Chieti), latitante da un anno, è stato arrestato in esecuzione di un mandato europeo ed estradato in Italia, dove è stato rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.
L’operazione del 2016 era finalizzata a smantellare una banda di ladri che avrebbe messo a segno furti tra le province di Pescara e Chieti a Civitella Casanova, Scafa, Frisa, Tollo, Ortona e Canosa Sannita. A disporre gli arresti, all’epoca, era stato il giudice per le indagini preliminari sulla scorta dell’attività portata avanti dai carabinieri della compagnia di Pescara tra febbraio e aprile 2016. Gli uomini dell’Arma avevano ricostruito i movimenti della banda che percorreva centinaia di chilometri al giorno per individuare le strutture da assaltare, generalmente seconde case disabitate. Poi, di notte, nel mese di marzo dell’anno scorso, nel giro di due settimane o poco più, sono stati messi a segno i colpi (ne sono stati ricostruiti otto). E la refurtiva, per gli investigatori, veniva affidata ai ricettatori.
Gli uomini dell’Arma ritengono che i compiti fossero definiti, perché uno degli indagati si occupava di fare l’autista mentre altri due, tra cui Balazs, effettuavano i furti. La refurtiva veniva messa al sicuro, nascosta, e poi recuperata in un secondo momento.
Dopo un controllo, che ha riguardato Balazs e un altro componente della banda, i carabinieri hanno deciso di focalizzare l’attenzione sul gruppo posizionando un apparato Gps e una cimice sull’auto usata per gli spostamenti e hanno scoperto il primo colpo, in provincia di Chieti, recuperando la refurtiva in un casolare. Quando i ladri si sono accorti che il bottino non c’era più, hanno messo a segno un secondo furto, nello stesso posto. Grazie alle intercettazioni hanno ascoltato le conversazioni tra gli indagati, che parlavano delle case su cui agire e dei modi per fare soldi. Gli affari, però, non sono andati a gonfie vele per il gruppo visto che un primo arresto è avvenuto in flagranza dopo un furto ad Arielli e poi c’è stato il provvedimento del giudice. Tra l’altro, mano a mano che proseguivano le indagini i carabinieri hanno recuperato gran parte della refurtiva: diversi oggetti per la casa, attrezzi per lavori agricoli e anche dei generi alimentari tra cui un capretto congelato.
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