Furti, rapine e violenze: cinque arresti in poche ore

6 Dicembre 2015

Il questore Passamonti: «Alcuni episodi preoccupano, ma i risultati si vedono Però basta lanciare allarmi come se fossimo in piena guerra fredda»

PESCARA. Cinque persone arrestate in poche ore. Cinque uomini finiti in carcere o ai domiciliari perché ritenuti responsabili di tre diversi episodi di furto, rapina e violenza sessuale. È la risposta della polizia alla preoccupazione dei cittadini, turbati dalle scorribande dei ladri, sia in città che in provincia. «Ci sono degli episodi che allarmano», ammette il questore Paolo Passamonti, «ma stiamo lavorando per risolverli e i risultati si vedono», dice ancora ricordando gli arresti dei mesi scorsi dei presunti responsabili degli episodi di knock out game e di una serie di rapine. Passamonti si affida ai dati statistici sui reati, che fotografano una situazione in netto miglioramento, nel pescarese, per cui invita a «non lanciare allarmi come se fossimo in piena guerra fredda».

Il furto in casa. Sono tre fratelli rom gli arrestati per il furto in abitazione del 16 ottobre, in via Cesano, ai danni di una donna di 87 anni malata di Alzheimer che quel pomeriggio è rimasta per poco tempo sola. Si tratta di Franco, Walter e Guerrino Di Rocco, di 54, 36 e 55 anni, già noti alle forze dell’ordine. Uno dei tre, in base alla ricostruzione di squadra volante e squadra mobile, è rimasto in strada a fare da palo, e gli altri due sono saliti in casa dell’anziana e sono riusciti a farsi aprire la porta presentandosi come tecnici del gas incaricati di effettuare una verifica. Hanno rubato un anello (valore 500 euro) e poi si sono subito allontanati, quando hanno saputo che stava rientrando qualcuno. È stata proprio la figlia della vittima, uscita per pochi minuti, a contribuire alla svolta delle indagini. Ha visto distintamente un uomo sotto casa, in strada, che l’ha fermata per chiederle il nome della via e poi ha fatto una telefonata per avvisare i complici dell’arrivo della donna. Nel giro di qualche istante ha incrociato lungo le scale due uomini in fuga e uno diceva all’altro “Vai, vai”. I tre sono stati riconosciuti tra le foto dei pregiudicati e, su disposizione del gip Antonella Di Carlo, sono finiti ai domiciliari.

La rapina al 15enne. È stato condotto in carcere Lahcen Khamlich, 27 anni, nato in Marocco e in Italia senza fissa dimora. Sarebbe lui uno dei tre giovani che il pomeriggio del 9 novembre hanno avvicinato nell’area di risulta un 15enne di Ortona in attesa dell’autobus con due amiche. Gli hanno chiesto di abbassare lo sguardo, altrimenti gli avrebbero «staccato la testa», poi lo hanno seguito sul bus, lo hanno invitato a scendere, bloccato e minacciato e quindi gli hanno rubato il cellulare. Sono fuggiti ma poco dopo il personale della squadra volante ne ha bloccati due, arrestandoli e recuperando il telefono gettato via. Per il gip Nicola Colantonio i tre sono «senza freni inibitori» e «non temono di aggredire con violenza le proprie vittime» di fronte a terzi.

Prostituta violentata. Le porte del carcere si sono aperte anche per Rosamel Silvestri, 33 anni, di Cugnoli, nato in Cile. Per il gip Mariacarla Sacco, che ha accolto la tesi della squadra mobile, è l’autore della violenza sessuale e della rapina subite da una prostituta l’anno scorso. Da qualche tempo l’uomo si era rifatto vivo con la vittima, osservandola a distanza dall’auto, senza mai avvicinarsi. Durante un servizio notturno della polizia la vittima si è confidata con gli agenti e ha fornito il numero di targa del veicolo sospetto, per poi riconoscere Silvestri tra le foto che le sono state mostrate. A luglio 2014 il 33enne avrebbe costretto la prostituta a un rapporto sessuale in auto per poi rubarle la borsa con 80 euro mentre lei fuggiva. Ma allora non c’erano elementi per identificarlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA