Furto alla Oma, presa la banda della Bmw

18 Ottobre 2016

Dopo il colpo nell’azienda di Tocco i carabinieri bloccano 5 uomini su un’auto sospetta già segnalata nei giorni scorsi

TOCCO DA CASAURIA. Hanno avuto giusto il tempo di allontanarsi di qualche chilometro da Tocco, dove avevano appena messo a segno un furto all'azienda Oma, quando si sono trovati di fronte i carabinieri che li stavano cercando e sono stati costretti a fermarsi. Di lì a poco sono spuntati fuori la refurtiva del colpo alla Oma e gli arnesi da lavoro che i ladri avevano nascosto nel portabagagli dell'auto, una Bmw nera poi sequestrata dagli uomini dell'Arma. E per i cinque ladri è scattato l'arresto, in vista del processo per direttissima di oggi. Sono un albanese residente a Termoli, Dritahn Taco, 22 anni, e quattro romeni: George Mare, 31 anni, Ion Verman, 44 anni, entrambi residenti a Montesilvano, Alexandru Teodorescu, 36 anni, e Petru Magurean, 24 anni, residenti a Pescara, tutti disoccupati e già conosciuti alle forze dell'ordine.

I carabinieri sono entrati in azione poco dopo le 3, l'altra notte, quando il custode della Oma si è accorto del furto e ha segnalato l'intrusione dei ladri al 112. La banda si è introdotta in un magazzino dell'azienda metalmeccanica forzando una porta e ha rubato numerosi attrezzi da cantiere, per poi allontanarsi subito dopo con il bottino.

Le ricerche sono scattate rapidamente e il gruppo è stato intercettato a Bolognano, sulla Tiburtina. La Bmw, già segnalata nei giorni scorsi nelle vicinanze di abitazioni che poi sono state svaligiate, è subito apparsa sospetta ed è stata fermata. La perquisizione ha consentito di trovare nel portabagagli dell'auto il materiale sparito poco prima dalla Oma, il cui valore è di alcune migliaia di euro e, al termine degli accertamenti, è stato tutto restituito ai proprietari. I cinque, finiti nei guai, si sono visti portare via l'auto, di proprietà di una donna romena residente a Montesilvano, compagna di uno dei componenti della banda.

Il gruppo se ne andava in giro con tutto il necessario per mettere a segno i furti: nell'auto c'erano gli indumenti tipici dei topi d'appartamento, come felpe, cappucci, scarpe da ginnastica e anche torce, ideali per introdursi nelle strutture da svaligiare, ma su questo fronte i sospetti dei carabinieri sono ancora tutti da verificare.

Dopo gli arresti dell'altra notte i carabinieri della compagnia di Popoli lanciano un nuovo appello, chiedendo la collaborazione dei cittadini per fronteggiare il fenomeno dei furti, che crea un grosso allarme sociale. È necessario, dice il capitano Antonio Di Cristofaro, alla guida della compagnia di Popoli, «creare una rete di collaborazione leale e intelligente, una sorta di alleanza tra chi deve garantire la sicurezza e la parte buona della popolazione a cui chiedo di rivolgersi al 112 per fornire informazioni su eventuali situazioni anomale, come rumori insoliti provenire da una casa vicina o auto sospette che si aggirano in strada e di cui va indicata anche la targa».

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