Fusilli: più servizi al nostro ospedale, basta campanili

2 Giugno 2024

PESCARA. Agli altri tre candidati sindaco, Gianluca Fusilli di Stati Uniti d’Europa propone «un patto tra gentiluomini»: «Chiunque vinca le elezioni», dice, «dal 10 giugno, deve impegnarsi per il...

PESCARA. Agli altri tre candidati sindaco, Gianluca Fusilli di Stati Uniti d’Europa propone «un patto tra gentiluomini»: «Chiunque vinca le elezioni», dice, «dal 10 giugno, deve impegnarsi per il riconoscimento del Dea di secondo livello all’ospedale di Pescara. Spero che gli altri candidati non siano condizionati dai collegi provinciali».
La proposta di Fusilli è formalizzata in un impegno scritto: in calce, la prima firma c’è già. Il Dea è il Dipartimento di emergenza accettazione che, in base al decreto Lorenzin, può essere istituito ogni 60mila-120mila abitanti. Conteso tra Pescara e Chieti, finora, il Dea in Abruzzo non è stato mai assegnato. «Un Dea di secondo livello», spiega l’ex parlamentare, «salverà le vite di tante persone e risolverà il problema dei viaggi della speranza. È un dovere e un diritto». Fusilli lancia un appello al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio: «Marsilio deve assumersi la responsabilità di interrompere il tempo del chiacchiericcio».
Fusilli, a chiunque sarà il prossimo sindaco, chiede un impegno: «Prima, avviare una trattativa istituzionale e garbata con la Regione e poi, se non dovesse bastare, una presa di posizione cogente anche se spero che non sia necessario adire le vie legali. Il Dea di secondo livello si può istituire soltanto a Pescara: non c’è tanta scelta e gli spacchettamenti sono inutili e rischiosi». Niente ragionamenti campanilistici, avverte Fusilli: «Tutte le regioni ne sono dotate tranne l’Abruzzo che, con deliberazione del consiglio regionale del 13 dicembre 2023, ha rinviato di tre anni la sua individuazione. Il 29 marzo, Marsilio ha riconosciuto che un eventuale commissario governativo individuerebbe l’ospedale di Pescara come sede di Dea di secondo livello rilasciando dichiarazioni che», conclude, «dimostrano l’assoluta non conoscenza tecnica della tematica». (p.l.)
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