Fusione dei tre Comuni Pescara è pronta a dire sì

Maggioranza e opposizione trovano un’intesa per il voto di giovedì in Consiglio Forza Italia ottiene la proroga di tre anni. Oggi si esprime la commissione Statuto
PESCARA. Si preannuncia un voto unanime, o quasi, a favore della nascita della Nuova Pescara. Oggi pomeriggio si riunirà la commissione Statuto, presieduta da Pierpaolo Zuccarini, per esprimere un parere, che sarà sicuramente positivo, alla delibera sulla costituzione di una nuova città nata dalla fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Lo stesso accadrà giovedì prossimo quando il provvedimento approderà in consiglio comunale. Nello stesso giorno si pronuncerà anche Spoltore, mentre il voto a Montesilvano è previsto per domani.
Insomma, tutto dovrebbe filare liscio, grazie ad una sorta di intesa tra maggioranza e opposizione sulle modifiche da apportare alla delibera. Prima fra tutte, il rinvio al 2022 della fusione. Ieri pomeriggio, la commissione Statuto si è riunita per le ultime limature. Forza Italia, in particolare, ha richiesto e ottenuto una proroga di tre anni. «È indispensabile avere più tempo», ha detto ieri il capogruppo Marcello Antonelli, «non si può pensare di arrivare alla nascita della Nuova Pescara a gennaio 2019, come prevede il progetto di legge regionale. Progetto, peraltro, presentato nel 2016».
Negli appunti che il centrodestra ha illustrato la settimana scorsa in commissione, si fa presente che la proposta di legge regionale «dovrà essere approvata dopo le prossime elezioni politiche e la nomina del nuovo governo, per consentire la formalizzazione di intese con lo Stato tese a garantire il nuovo ente attraverso l’approvazione di specifiche norme». E ancora: «La data di istituzione del Comune della Nuova Pescara sarà fissata in coincidenza con le elezioni amministrative previste per la primavera 2022, allo scadere della consiliatura del Comune di Spoltore, ultimo ente che ha rinnovato i propri organi dopo l’approvazione della legge regionale».
In questo modo, a detta del centrodestra, si consentirebbe «il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di Pescara e Montesilvano, evitando scioglimenti anticipati non previsti e commissariamenti indefiniti temporalmente dei Comuni».
Inoltre, si metterebbero «a disposizione degli enti interessati quattro anni per organizzare e realizzare attività prodromiche alla fusione e all’elezione di un unico sindaco e un unico consiglio comunale». «Si rammenta», hanno sottolineato i consiglieri del centrodestra, «che il decreto legge regionale fu presentato nel febbraio 2016 e prevedeva già un congruo periodo di attività preparatorie prima di giungere allo scioglimento degli organi politici».
Vengono poi citati altri elementi a sostegno della tesi del rinvio della fusione alla primavera del 2022. «Si potranno formalizzare intese con il governo», è scritto ancora negli appunti dei consiglieri di centrodestra, affinché vengano previsti stanziamenti straordinari per il nuovo Comune, oggi bloccati da una norma contenuta nell’articolo 15 del Testo unico sugli enti locali». Infine, si metterebbero «in cantiere, con tempi adeguati alla complessità delle attività, iniziative prodromiche alla fusione attraverso la gestione associata del ciclo dei rifiuti, dei servizi sociali, della polizia municipale e l’approvazione di un’unica disciplina per le attività edilizie e produttive, nonché le scelte condivise per il traffico, trasporto pubblico, tutela dell’ambiente, pianificazione del territorio, grandi infrastrutture».
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