Gabrielli ai ragazzi: «Il tema è decidere da che parte stare»

27 Ottobre 2019

Il capo della polizia premiato sul palco del teatro Massimo insieme con procuratori e rappresentanti delle istituzioni 

PESCARA. Una mattinata intensa, tra la commozione dei premiati e l'entusiasmo degli studenti presenti, che più volte hanno sventolato il tricolore, cantando a squarciagola “Pensa”, la canzone di Fabrizio Moro contro le mafie. Si è svolta al teatro Massimo la cerimonia del 24° Premio Paolo Borsellino, presieduto dal prefetto Luigi Savina. Quattro le sezioni premiate. Per la legalità, il premio è stato conferito a Franco Gabrielli, capo della polizia, direttore generale della pubblica sicurezza. «È un premio che fa tremare i polsi», ha detto. «È una giornata rivolta ai giovani e il tema è quello di decidere “da che parte stare”. Quando pensiamo a Falcone e Borsellino, parliamo di esempi inarrivabili. Allora ve ne propongo uno più vicino». Il riferimento è a Emanuela Loi, poliziotta della scorta di Borsellino che morì nell'attentato a 24 anni. «Emanuela Loi non si è mai tirata indietro. Aveva scelto da che parte stare».
Premio Borsellino per la legalità al comandante dei Ros Pasquale Angelosanto che ha sottolineato il valore di queste manifestazioni «per diffondere la conoscenza della mafia che va contrastata con le attività investigative, ma anche con l’impegno della società civile». Il premio legalità è stato assegnato anche a Michele Prestipino procuratore di Roma, per “tutti quelli che non girano la faccia. Che danno ai nostri giovani la speranza di poter respirare il profumo di libertà”; ai sostituti procuratori Roberto Sparagna di Torino e Alessandra Cerreti di Milano. A consegnare il premio a Giovanni Bombardieri, procuratore di Reggio Calabria, “in prima linea contro la più potente mafia del mondo”, è stato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, che ha lanciato il suo monito. «La mafia al momento è dormiente, continua a operare con una strategia della sommersione. È pericolosissima ed è pronta a tirar fuori gli artigli se noi ci lasciamo andare». Per la sezione legalità premiati anche Fabrizia Francabandera, presidente della Corte d'Appello dell’Aquila e i questori Alessandro Giuliano di Napoli e Renato Cortese di Palermo. Il premio speciale ad honorem è stato conferito a Leonardo Guarnotta, membro del pool antimafia di Falcone e Borsellino, per “l’abnegazione e il coraggio di un uomo che rappresenta un faro”. Nella sezione impegno civile, il riconoscimento è stato assegnato a Luigi Leonardi, testimone di giustizia, “imprenditore che ha rifiutato il pizzo. Contro l’atteggiamento mafioso del voltarsi dall’altra parte”. Per il mondo della scuola premiata Daniela Morgione, dirigente dell'Istituto comprensivo Pescara 4, per i percorsi educativi promossi con i suoi alunni sui temi legalità, impegno sociale e civile. Infine per il giornalismo, è stato premiato Nino Germano, del Tgr Abruzzo. Presenti alla cerimonia anche i garanti del premio, don Aniello Manganiello e il giornalista Klaus Davi, Giovanna Boda dg della direzione dello Studente del Miur, il questore Francesco Misiti il presidente del consiglio regionale Marco Marsilio, e il vice Domenico Pettinari, il prefetto Gerardina Basilicata, e il sindaco Carlo Masci.