Gallo morto e insulti davanti a casa Grosso

Alla vigilia del match, scritte sulla palazzina dei genitori dell’allenatore del Bari, pescarese doc. Il padre: brutto gesto
PESCARA. Un pollo, a rappresentare il gallo simbolo del Bari, appeso al cancelletto del condominio dove abitano i genitori dell’allenatore del Bari Fabio Grosso; scritte nere sui muri della palazzina, con insulti alla squadra pugliese che oggi alle 15 scenderà all’Adriatico contro il Pescara e l’invito a caratteri cubitali: “Grosso rispetta la tua città” firmato P.R., le stesse iniziali di Pescara Rangers.
Si sono svegliati così, ieri, nella loro casa di Santa Teresa di Spoltore i genitori di Fabio Grosso, il campione del mondo, e pescarese doc, che siede sulla panchina del Bari. Colori con i quali la tifoseria biancazzurra, ben ricambiata dai supporters biancorossi che due anni fa devastarono il settore ospiti dell’Adriatico, ha una rivalità storica di cui ha tenuto conto l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive dell’Interno che considera l’evento di oggi a rischio 3. Tre su 4: ad alto rischio, tanto che a vigilare sulla sicurezza dello stadio e della città, su richiesta del questore Francesco Misiti, ci saranno oggi 350 forze dell’ordine di cui molte dei reparti speciali.
Ma al di là delle statistiche e della rivalità acuita dalla pesante situazione della squadra biancazzurra, l’episodio di ieri mattina ha lasciato davvero amareggiata la famiglia Grosso, come racconta il papà di Fabio, Tonino Grosso: «Sono cose che succedono, ma non pensavo che potessero succedere anche a Pescara, dove ci si conosce tutti, e dove tutti conoscono l’attaccamento mio e dei miei figli alla città e alla squadra. Ma evidentemente questa è un’altra cosa, non c’entra niente con il calcio, con lo sport e con i tifosi».
È amareggiato Tonino Grosso. Non tanto per il danno, con tre-quattro pareti del condominio imbrattate con spray nero, ma per il clima che il raid di ieri notte rappresenta: «Mia moglie è apprensiva, abbiamo subito contattato i carabinieri e fatto la denuncia. Per il resto c’è poco da dire, il fatto si condanna da sè. A Fabio ho mandato le foto. Che cosa ha detto? Niente, c’è poco da commentare. È un gesto brutto e basta, riconducibile a qualche frutto marcio, ci sono sempre, anche in mezzo a una cassetta buona».
Quanto poi alle recenti dichiarazioni del fratello di Fabio Grosso, sul fatto che oggi avrebbe tifato per lui, il papà taglia corto: «Non so se possa aver dato fastidio a qualcuno, io so solo che è una cosa naturalissima. È chiaro che tiene al Pescara, che esulta per il Pescara, ma il sangue viene prima della squadra. Ma comunque è chiaro che non è stato un gesto contro la persona, che ha altre radici. Ma io domani (oggi ndr) cercherò di evitare di andare allo stadio».
Un episodio sul quale indagano i carabinieri, e che conferma anche l’alto grado di allerta che la Questura associa all’evento sportivo per cui da Bari arriveranno 646 tifosi.
«C’è un dispositivo molto rinforzato», afferma il questore Francesco Misiti, «ma auguriamoci che serva solo come prevenzione. Mi affido alla sportività delle tifoserie, fermo restando che i controlli inizieranno sin dalla mattina, sia agli accessi su Pescara sia all’interno della città».
Controlli su strada soprattutto con personale in borghese. «Ci sono retaggi di vecchi rancori», va avanti il questore, «ma auguriamoci che sia una giornata di sport. Il dispositivo è comunque molto rigido, con reparti inquadrati, che non consentirà nessuna eccezione. La tolleranza è pari a zero, le famiglie possono andare allo stadio tranquille».
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