Gasolio nel fiume, il mare è pulito Le analisi scongiurano il disastro

Pronti i primi risultati dell’Arta: balneabilità assicurata, le chiazze oleose non hanno superato il porto Sopralluoghi della Capitaneria per risalire all’origine dello sversamento della sostanza in un tombino
PESCARA. I primi risultati delle analisi sulla balneabilità delle acque del mare, nella zona a nord del fiume, sono arrivati ieri, e sono confortanti perché non è emerso il superamento dei valori limiti previsti dalla legge, dopo lo sversamento nel fiume di una miscela di gasolio e oli combustibili o bitumi, avvenuta venerdì pomeriggio. I dati in questione riguardano la zona antistante via Leopardi. Per oggi si attendono i risultati di altre analisi, quelle effettuate a 100 metri dal molo del porto turistico, in direzione sud. Si sta occupando degli accertamenti l’Agenzia regionale di tutela ambientale che sta esaminando i campioni prelevati sia per quanto riguarda il rispetto dei limiti sulla balneazione (escherichia coli e enterococchi intestinali) sia per monitorare l’eventuale presenza di tracce di idrocarburi. Nei giorni scorsi è stato escluso che il materiale inquinante sversato nel fiume sia finito in mare, nel corso dei sopralluoghi che si sono succeduti sia per valutare l’entità del fenomeno che per avviare una bonifica, promossa già nel fine settimana.
L’Arta, diretta da Maurizio Dionisio, ha eseguito i primi prelievi nel corso d’acqua sabato e due giorni fa l’esito è stato chiaro: nel fiume, da uno sversamento che è stato filmato nella zona di via Valle Roveto, è finita una miscela di gasolio e idrocarburi più pesanti, cioè oli combustibili o bitumi. Sin dal primo momento il sindaco Carlo Masci si è augurato che «non ci sia qualcuno che si diverte a pulire i serbatoi e a buttare materiale nelle fogne» e non è escluso che sia accaduto proprio questo, venerdì scorso, quando sono state notate delle chiazze nere nel Pescara ed è stato lanciato il primo allarme, poi seguito da un secondo allarme, stavolta sui social, del circolo nautico Porto Antico Pescara, che ha fatto intervenire i carabinieri forestali.
La Capitaneria di porto intende andare a fondo. Sta proseguendo gli accertamenti e vuole lavorare con la collaborazione dell’Arta, per eseguire dei controlli lungo il percorso e cercare di risalire all’origine dello scarico inquinante, sempre che non ce ne siano stati anche altri, visto che al momento non ci sono elementi per escluderlo. E mentre prosegue l’attività investigative, la Capitaneria punta anche a migliorare l’efficacia delle barriere che due giorni fa sono state posizionate sul fiume (su iniziativa dell’Autorità di sistema portuale di Ancona) per evitare che il materiale presente nel Pescara raggiunga il mare. Alla ditta che le ha posizionate due giorni fa è stato chiesto di intervenire in tal senso. Una segnalazione critica sulle barriere assorbenti è arrivata da Porto Antico: «La barriera», ha denunciato ieri in un nuovo video, «dovrebbe servire per ostacolare il materiale ma si rivela inutile perché passa ugualmente. Una spesa inutile».

