Gay pestato, preso l’aggressore: incastrato dal tatuaggio sul collo

5 Luglio 2020

Ha 21 anni, vive con i nonni in una zona periferica: ripreso dalle telecamere e riconosciuto dai testimoni Denunciato dai carabinieri per lesioni: prima di colpire, ha insultato il 25enne che teneva per mano il compagno

PESCARA. Ha quasi 21 anni, un fisico prestante e un tatuaggio sul collo che lo rende facilmente riconoscibile. Di lui si sa che vive da tempo soltanto con i nonni, i genitori di sua madre, brave persone, in una zona periferica di Pescara, e che ha avuto un’infanzia travagliata. Secondo i carabinieri è stato lui, la notte tra il 25 e il 26 giugno, ad aggredire un 25enne molisano che stava passeggiando sul lungomare nord con il compagno di 22 anni, mano nella mano: un pestaggio di cui ha parlato tutta l’Italia, non solo per il fatto in sé, ma anche per lo strascico di polemiche politiche. Il 21enne è stato identificato e denunciato dai carabinieri della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, che quella notte sono arrivati subito sul lungomare nord e nel giro di 48 ore dall’accaduto - dicono oggi - sapevano già in quale direzione muoversi, per individuare il giovane e i suoi amici, un gruppetto di cui fa parte anche una ragazza.
La banda, che in un primo momento si pensava composta da sette persone ma potrebbero essere meno, prima ha insultato la coppia gay, apostrofando i due proprio perché omosessuali, e poi sono arrivate le botte al 25enne: pugni al volto talmente forti, sferrati dal giovane con il tatuaggio, che il molisano ha riportato una frattura della mandibola ed è stato ricoverato in ospedale per un intervento. La coppia non si è trovata sola di fronte agli aggressori: qualcuno è intervenuto in difesa dei due giovani e la violenza non è stata risparmiata neppure a chi si è fatto avanti per cercare di fermare tutto. All’arrivo dei carabinieri i violenti si sono dileguati, senza rendersi conto di essere stati visti dai presenti e anche ripresi dalle telecamere che si trovano nella zona della Nave di Cascella, dove è avvenuto il primo contatto tra il gruppo e la coppia. Per identificare il 21enne, che non lavora né studia, ma si è dedicato allo sport agonistico, sono stati «fondamentali» i dettagli forniti dalla vittima e dal compagno, dicono proprio i carabinieri dopo aver fissato questo primo tassello importante nelle indagini. E la ricostruzione della dinamica precisa è stata possibile, per gli uomini dell’Arma, proprio dall’ascolto di chi c’era: non solo la coppia presa di mira, ma pure alcuni giovani che hanno visto la scena, e si sono fatti avanti per difendere chi ce le stava prendendo. E poi hanno parlato quelli che frequentano assiduamente la zona della Nave di Cascella e nel tempo hanno memorizzato volti, nomi e comitive. Così è stato cristallizzato tutto, a livello di dinamica, e un po’ per volta si è stretto il cerchio degli investigatori attorno al 21enne, notato per il suo tatuaggio, ripreso dalle telecamere e riconosciuto dai testimoni. Tutti gli elementi raccolti dai carabinieri fino ad ora su questo episodio, in relazione al quale il sindaco Carlo Masci ha già annunciato la volontà del Comune di costituirsi parte civile, sono stati trasmessi in procura, e il 21enne è stato denunciato per lesioni personali con l’aggravante dell’aver agito per motivi abbietti o futili, considerato che il 25enne sarebbe stato picchiato solo perché era mano nella mano con il suo compagno.
«Una chiara aggressione omofoba», ha raccontato al Centro la vittima dal primo momento. Per i carabinieri il lavoro non è finito perché vanno individuati gli amici del 21enne che materialmente ha colpito il molisano, ex studente dell’università D'Annunzio.
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