Genitori di figli disabili Dall’Abruzzo la legge per un posto di lavoro

31 Marzo 2022

Oltre 7mila i nuclei interessati alla norma che fa da apripista È rivolta principalmente alle madri attraverso posti riservati 

PESCARA. La Regione Abruzzo sarà capofila nella presentazione di una Proposta di legge per agevolare l’accesso al lavoro dei genitori con figli portatori di diversa abilità. La proposta, redatta dalla Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Falivene, firmata dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e dal vicepresidente, Sabrina Bocchino, verrà sottoposta al voto del consiglio regionale per, poi, essere inviata alle Camere. «Uno stimolo per aprire un dibattito sul tema», ha dichiarato Sospiri illustrando l'iniziativa di Riforma della legge 12 marzo 1999, che norma il diritto al lavoro dei disabili, «un diritto sancito dalla Costituzione, ancor di più per quelle famiglie che hanno la responsabilità di gestire un figlio diversamente abile, che determina anche oneri sociali ed economici aggiuntivi».
Alla conferenza stampa erano presenti oltre alla Garante Falivene, Andrea Carapellotti, psicologo clinico della Asl dì Pescara, Marco Di Giovanni, psicologo e psicoterapeuta esperto in Risorse umane, il consigliere comunale di Pescara Ivo Petrelli e, in collegamento dal Parlamento europeo, l’eurodeputato Antonio Rinaldi.
«Auspico la sensibilità del Parlamento, che volge alla fine della propria legislatura», ha dichiarato Sospiri, «affinché possa trovare nella propria agenda dei lavori lo spazio per la discussione. Il principio che vogliamo salvaguardare è il valore della famiglia e del ruolo della donna-madre che lavora fuori casa, quasi una moderna superdonna, eroina in una società che non mette nelle condizioni di conciliare le molteplici necessità. Se a questo si aggiunge il compito di sostenere un figlio diversamente abile, il tema va assolutamente sostenuto. Faremo il possibile per approvare la legge in Consiglio regionale il più velocemente possibile e per sostenerne l’iter nel Parlamento».
L’iniziativa legislativa prende spunto, come ha spiegato Falivene «da quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione che ribadisce i principi di uguaglianza e il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli sociali che, limitando la libertà, impediscono lo sviluppo della persona». In Italia ci sono più di 350mila minori con disabilità. «Noi abbiamo il dovere di consentire un ingresso agevolato nel mercato del lavoro ai loro genitori», ha detto Falivene.
L'intervento legislativo punta ad intervenire sulla normativa in vigore per aiutare le madri di figli disabili ad accedere a professioni con migliori retribuzioni e condizioni vantaggiose che permettano di conciliare la vita lavorativa con quella familiare.
«È proprio a tutela del diritto all’occupazione e alle pari opportunità», ha spiegato la Garante, «che nasce l’esigenza di una modifica della legge sul diritto al lavoro dei disabili, che permetterebbe ai genitori di figli che versano in una condizione di handicap fisico e psicologico, di accedere al cosiddetto collocamento mirato, con posti riservati». In Abruzzo ci sono 7.103 minori diversamente abili. «Che ci sia un divario occupazionale tra uomini e donne è un dato di fatto», ha aggiunto Bocchino, «la situazione si aggrava con un figlio disabile». L'onorevole Rinaldi, padre di un ragazzo di 28 anni affetto da tetraparesi spastica ha spiegato come «il supporto più grande va dato alle famiglie, soprattutto alle madri, su cui ricade l’onere maggiore di sostegno e formazione dei figli». (m.p.)