Geriatria, malati in barella ma si chiede di accorpare

Il sindacato degli infermieri Nursind sollecita la direzione Asl ad adottare misure urgenti per far fronte alla grave carenza di personale e garantire le ferie estive
PESCARA. «L’accorpamento dei due reparti di geriatria, sia quello dell’ala sud, sia quello dell’ala nord, per far fronte alla carenza di personale, ma anche per assicurare al personale le ferie estive per il recupero psicofisico, in attesa dell’assunzione di personale infermieristico e di operatori socio-sanitari, necessaria ad assicurare un'assistenza degna di questo nome». Sono queste le richieste, che arrivano dalla segreteria provinciale Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, rappresentato da Antonio Argentini, inviate, tra gli altri, al manager della Asl, Claudio D’Amario, al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e al sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.
E non solo. Se il reparto di geriatria dell’ospedale è in sofferenza, in quanto a carenza di personale, stando al documento sottoscritto dal Nursind, meglio non starebbero altri reparti.
«Si fa presente», proseguono i delegati del Nursind, «che problematiche simili risultano presenti anche nelle unità operative di Chirurgia toracica e di Chirurgia 1ª sud». Le cause, si legge in un documento del sindacato, sarebbero dovute «sia a malattie, sia al mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato del personale infermieristico».
Insomma, si delinea un’estate difficile nelle corsie dell’ospedale per i lavoratori e i ricoverati, stando almeno a quanto afferma il sindacato, che oltre a lamentare gravi carenze di personale, rileva la presenza media quotidiana nel corridoio di geriatria di 15 degenti, oltre ai posti letto bis. In più, rimarca il Nursisind, «in caso di non rimpiazzo in modo celere del personale a tempo determinato con quello a tempo di ruolo, ci saranno altre unità operative da accorpare».
Nel dettaglio, prosegue la sigla sindacale degli infermieri, dal reparto di Geriatria sarebbero 4 le unità operative ora mancanti, tra personale infermieristico e operatori socio-sanitari, visto che due infermieri sono attualmente in malattia di lunga durata, come pure due operatori socio- sanitari. Poi, osservano ancora dal Nursind, «il personale infermieristico in particolare è costretto, per garantire la continuità assistenziale, a effettuare turni di lavoro massacranti, rinunciando a riposi, con doppie e triple notti, e turni giornalieri di 11 ore».
Per di più, precisa Argentini, «è stato riferito che per una collega sarebbe stato previsto un turno di sette giorni con quattro notti. E questo» ha proseguito il rappresentante sindacale, «è inaccettabile».
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