«Gestione mercato, esclusi i gruppi locali»

29 Maggio 2022

Le associazioni di categoria contestano il bando per l’affidamento della struttura di piazza Muzii

PESCARA. Il bando pubblicato dal Comune per rilanciare il mercato di piazza Muzii non trova d’accordo le associazioni di categoria dei commercianti. Anzi, Olivia Chiarolla dell’Ascom, che nei mesi scorsi aveva ipotizzato la partecipazione di una cordata locale, annuncia che «un primo interessamento ci è già stato, in realtà, da parte di un imprenditore, ma si è subito tirato indietro dopo aver capito i termini della questione e aver realizzato che le condizioni non sono ottimali, dal punto di vista imprenditoriale».
Il bando prevede che il concessionario che si aggiudicherà l’immobile potrà usufruirne per un periodo compreso tra i 10 e i 30 anni garantendo l’intervento di riqualificazione complessiva di tutto lo stabile, compresa la parte del mercato che rimarrà di diretta gestione dell’amministrazione: gli interventi dovranno riguardare, cioè, le parti in muratura, gli infissi, gli impianti elettrici e di condizionamento. E le opere minime previste per il privato saranno scomputabili dai canoni di locazione (nella misura massima di 2 milioni e 300 mila euro).
«Considerato che le attività esistenti rimarranno lì e quelle di food and beverage saranno spostate in fondo, al concessionario rimarrà una piccola parte del piano terra e il piano superiore, ma non è semplice portare clienti lì, al primo piano, che commercialmente non è appetibile, vale zero», dice Chiarolla bocciando il progetto dal punto di vista della appetibilità, tanto più che l’investimento sarebbe di 2,5 - 3 milioni di euro. «Sarebbe stato diverso se gli spazi per realizzare l’operazione fossero stati quelli a piano terra, anche se non è pensabile vendere prodotti griffati a fianco ai box degli ortaggi. Ho qualche dubbio che risponderà qualcuno e, per quanto riguarda la mia idea di puntare sulle forze locali, singole o associate, penso di lasciare stare, non mi convince. Rendere utile quella struttura è una cosa buona, ma non ci sono le condizioni a livello imprenditoriale, con questo bando». Chiarolla aggiunge anche che «è positivo tutto ciò che si può fare per rendere la città più bella e attrattiva» e quindi anche una operazione del genere può essere utile, «ma mi farebbe piacere se rimanesse a un imprenditore locale».
«Gli impegni economici per chi entra sono estremamente alti», commenta dalla Confesercenti Gianni Taucci. «E questo elemento allontana brutalmente le cordate interne e locali. Noi continuiamo a non essere contenti dello snaturamento del mercato coperto, che ha un determinato significato. Ci sarebbe piaciuta una riorganizzazione e una implementazione del mercato stesso anche con attività di ristorazione dei prodotti in vendita, anche se non è semplice. E non credo che ci possa essere un legame tra lo shopping legato all’abbigliamento e gli alimentari in vendita al mercato. Tra l’altro la struttura sarà snaturata perché cambieranno gli ingressi. Ciò che rilevo è che le associazioni non sono state ascoltate e, pur dovendo ancora leggere per bene il bando, ipotizzo che la partecipazione locale sia difficile, da parte dei “piccoli”. Ci potranno mettere il naso cordate di altro livello».
Riccardo Padovano, dalla Confcommercio, non conosce i dettagli del bando, ma focalizza comunque l’attenzione su un paio di questioni. «Se c’è un imprenditore che vuole investire, lo faccia. Magari ci saranno dei benefici. Ciò che potrebbe preoccupare sarebbe una eventuale colonizzazione da parte di chi viene da fuori. Ecco perché dico che chi c’è deve rimanere e che il canone non può essere determinato da chi effettuerà l’investimento».