Gestione spiagge libere: c’è tempo fino al 3 maggio

19 Aprile 2021

Ma sul bando del Comune pioggia di critiche per l’affidamento di 8 anni ai privati E l’assessore: «Renderà più accoglienti questi tratti». D’accordo Assobalneari

PESCARA. «Dare un miglior servizio alla città, nonché un'opportunità lavorativa in più». L'assessore al Demanio, Mariarita Paoni Saccone interviene sulla polemica scatenata dalla pubblicazione del bando per l’affidamento in concessione per otto anni di cinque spiagge libere.
Le aree più grandi del litorale, attraverso la gara aperta fino al 3 maggio, verranno affidate a operatori economici, cooperative sociali o associazioni, che dovranno occuparsi della pulizia, del servizio di salvataggio, potranno attrezzare aree ludico-ricreative, chioschi e noleggiare lettini e ombrelloni. «È paradossale che si voglia far passare per qualcosa di contrario al pubblico interesse ciò che invece vuole rendere più accoglienti e sicuri tratti di spiaggia libera», dice la Saccone in replica a Maurizio Acerbo e Corrado Di Sante di Rifondazione comunista, e ai consiglieri del Pd, Lista Sclocco e Città Aperta, che hanno accusato l'amministrazione di privatizzare il demanio marittimo «già occupato da un proliferare di manufatti e recinzioni. Le spiagge libere», avevano rimarcato Acerbo e Di Sante, «sono già poche e una parte con acque non balneabili. È pazzesco che l'amministrazione decida di affidarle a imprese private con finalità di lucro. Ci sembra che tra l'altro sia anche illegittimo». Così come il centrosinistra, ha accusato il centrodestra «di voler fare delle spiagge libere vere e proprie concessioni balneari date in gestione a società private».
Sul litorale di Pescara sono 16 i tratti di spiaggia libera. Le cinque aree di grandi dimensioni, oggetto del bando sono: il tratto tra Ombretta e il confine con Francavilla al mare; tra il lido Vigili del fuoco e La Perla Rosa e tra il Regent e la fondazione Paolo VI; tra le Hawaii e La Lampara; tra la Lega Navale e La Capannina; e tra Mare Blu Mirella e Playa del Sol.
Le ultime due sono le sole nelle quali è consentito il libero accesso agli animali da affezione. Una sesta area si trova tra gli stabilimenti Jambo e Nettuno. Di questa spiaggia libera l'amministrazione provvederà autonomamente alla sistemazione, assegnandone successivamente la gestione. Poi vi sono 10 aree più piccole che sono state affidate ai titolari degli stabilimenti confinanti e che si occuperanno di pulizia e salvataggio.
«Il Piano demaniale, approvato nel 2015, non pone alcuna limitazione riguardo ai profili», continua l'assessore. Critici nei confronti della procedura anche i consiglieri M5S, Erika Alessandrini e Paolo Sola, «in primo luogo sull’accessibilità ai disabili, che il Comune aveva garantito di predisporre in tutte le spiagge libere con un impegno chiesto da noi in sede di bilancio e sottoscritto dal sindaco, che nel bando diventa un onere facoltativo a carico dei gestori», commentano. «Poi la questione del noleggio di ombrelloni, sedie e sdraio, che i gestori potranno decidere di predisporre con autonomia sulle tariffe. E ancora la questione dell’accesso per gli animali di affezione, che nel bando continua a essere un diritto sempre meno garantito, relegato a due soli tratti di arenile».
In linea con il bando Ottavio Di Stanislao, presidente Assobalneari Abruzzo che evidenzia come «tutti i Comuni italiani lungo la costa optano per l’affidamento a privati. Da una parte per generare economie per le casse dell’ente, dovendo altrimenti occuparsi di pulizia e salvataggio nelle aree, e dall'altra per i cittadini che frequentano le spiagge libere e possono usufruire di aree pulite e servite. Il decoro del litorale è funzionale a una migliore fruibilità dei servizi e all'immagine turistica della città. Credo che un affidamento di otto anni sia un periodo persino corto per ammortizzare gli investimenti che vengono fatti da un privato, di qualunque natura giuridica esso sia».
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