Giardino della memoria fermo «L’Abruzzo lo deve ai familiari»

18 Maggio 2022

FARINDOLA. Il 21 giugno saranno quattro anni. Quattro anni dalla presentazione, nel Comune di Farindola, del giardino della memoria da realizzare a Rigopiano per le 29 vittime di Rigopiano. Un luogo...

FARINDOLA. Il 21 giugno saranno quattro anni. Quattro anni dalla presentazione, nel Comune di Farindola, del giardino della memoria da realizzare a Rigopiano per le 29 vittime di Rigopiano. Un luogo di raccoglimento e preghiera, ma anche di rispetto per chi è morto abbandonato lì, dentro un hotel bloccato dalla neve e abbattuto da una valanga. Quattro anni di promesse (della politica, delle istituzioni) e di appelli, da parte dei familiari già segnati da una tragedia che ancora non trova verità e giustizia. Intanto, però, gli ornamenti sono tutti pronti, dono della vicinanza del popolo di Orosei, in Sardegna, che ha realizzato la statua della Madonna e 29 blocchi di marmo a simboleggiare i 29 morti di Rigopiano. Ma da oltre due anni sono stipati in un magazzino, in attesa che la burocrazia sciolga finalmente i suoi nodi. Per capire realmente a che punto sta la pratica che ruota tutta attorno al rischio valanghe in quella zona, il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, ha scritto nei giorni scorsi al presidente della Regione, al direttore e al dirigente dell’agenzia regionale di protezione civile e al sindaco di Farindola. «Al fine di non mortificare ulteriormente il dolore dei familiari», scrive Pettinari, «si chiede a ciascuno per la propria competenza di comunicare le risultanze della relazione nivologica, il certificato di immunità del comitato Coreneva e gli atti di autorizzazione che sono stati predisposti per la realizzazione dell’opera».
La risposta, come documenta lo stesso Pettinari, è arrivata dall’Agenzia regionale di Protezione civile che nel ricostruire tutti i passaggi del progetto e i vari carteggi tra la stessa Agenzia regionale e il Comune, si ferma allo scorso 23 febbraio, data dell’incontro tra il direttore dell’Agenzia regionale di protezione civile con i tecnici del servizio di prevenzione dei rischi, il sindaco di Farindola e i componenti dell’ufficio tecnico comunale. E come relaziona a Pettinari l’Agenzia di protezione civile, quest’ultima lo scorso 23 febbraio ha ribadito«di essere in attesa di acquisire la relazione nivologica così da sottoporla al parere del Coreneva e l’amministrazione comunale ha comunicato che avrebbe integrato la precedente documentazione con la presentazione della relazione suddetta».
A distanza di quasi tre mesi, adesso è proprio Pettinari, coinvolto dai familiari delle vittime che incontrerà venerdì a Rigopiano, a sollecitare il Comune, ma anche la Regione. «Il giardino della memoria è una piccola cosa che possiamo fare nel rispetto del dolore di chi ha perso i propri cari, l’Abruzzo glielo deve e per questo chiedo alla Regione stessa, prima ancora che al Comune, di attivarsi e di prendere in mano la questione: il giardino della memoria va realizzato al più presto, non si può più aspettare». (s.d.l.)
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