Giorgia Meloni parla di donne, lavoro e parità. Stoccata per le nomine Rai

La presidente di Fratelli d'Italia presenta il suo libro al porto turistico. In prima fila il presidente della Regione Marsilio
PESCARA. La presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni oggi a Pescara per presentare il suo libro "Io sono Giorgia" al porto turistico. Prima dell'incontro la visita nella sede della Regione Abruzzo, in piazza Unione, a Pescara, dove ha ricevuto in dono il braccialetto "I love Abruzzo" del maestro orafo Giuliano Montaldi.
In prima fila ad assistere all'incontro il presidente della Regione, Marco Marsilio, e una schiera di politici regionali e amministratori comunali di centrodestra, come i sindaci di Montesilvano e Città Sant'Angelo, Ottavio De Martinis e Matteo Perazzetti. "E' una grande sfida quella della parità. Non è nelle quote rosa, nei bilancini. E' nella possibilità per le donne e in particolare per le mamme di competere ad armi pari e questo oggi noi non lo garantiamo". Ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine della presentazione del suo libro a Pescara, rispondendo alle domande dei cronisti. "Mi ero data come regola quella di dormire tutte le notti con mia figlia - aggiunge - non sempre riesco in questa fase. E' particolarmente doloroso. Si fanno un po' di salti mortali, come fanno tutte le mamme. In fondo io sono una persona che non ha grandi diritti sindacali per il tipo di lavoro che faccio, ma sono anche una privilegiata. Le difficoltà che incontro sono uno strumento per interrogarsi sulle difficoltà che incontrano le altre mamme italiane che vogliono lavorare".
In merito alle nomine Rai Meloni ha parlato di una "decisione scandalosa" oltre che "strampalata e pericolosa per il futuro". "Una violazione - ha spiegato - senza precedenti delle più banali norme del pluralismo. La televisione di Stato è pagata con i soldi di tutti gli italiani. Oggi si stima che il 20% di quegli italiani voti per FdI e FdI non ha alcuna presenza o rappresentanza né nel cda della Rai né alla presidenza della commissione di vigilanza Rai che di prassi spetta all'opposizione. Mi dispiace che le massime cariche istituzionali, a partire dal presidente Mattarella, non abbiano ritenuto di intervenire".


