«Giorgia è viva, che liberazione»

Da Castel Frentano a Pescara del Tronto per salvare con i colleghi poliziotti la bimba di 7 anni
CASTEL FRENTANO. Sono le 19.50 di mercoledì quando a Pescara del Tronto, Giorgia, 7 anni, è estratta viva dalle macerie. Le due pattuglie del reparto di Prevenzione Crimine di Pescara, al comando della dottoressa Laura Pratesi, vicequestore aggiunto, sono lì dalle otto del mattino per prestare i primi soccorsi in uno dei paesi duramente colpiti dal terremoto. Tra i poliziotti c’è anche l’assistente capo Francesco Mancini di Castel Frentano, in prima linea insieme ai colleghi. Ricorda bene l’orario perché il salvataggio di Giorgia è stato un momento liberatorio. La bambina è rimasta sepolta quasi tutta la giornata in uno dei punti più disastrati di Pescara del Tronto. Accanto a lei i Vigili del Fuoco hanno trovato il cadavere della sorella. Estratti vivi anche i genitori. Gli agenti della Polizia di Stato hanno anche il compito di non permettere l’accesso nella “zona rossa” quella più danneggiata, che per Pescara del Tronto è quasi tutto il paese. Fanno la spola tra lo spiazzo di un parco giochi, dove sono collocate momentaneamente le salme ancora messe negli appositi sacchi per cadaveri, e quel che resta delle abitazioni. Accompagnano i familiari per il riconoscimento dei corpi e poi per prendere qualche indumento e ricomporre alla buona i propri cari. In uno di questi viaggi una donna anziana si appoggia al braccio del poliziotto del Chietino, insieme scendono una scalinata: «E’ morta mia nipote, è morta mia nipote», ripete la donna come se volesse liberarsi da quell’ossessione che l'accompagnerà per il resto della vita. Fino a qualche ora prima quell'uomo e quella donna non si conoscevano, ora l'una su appoggia all'altro non solo per non inciampare ma per trovare forza. Entrano nella zona rossa, la donna si dirige verso ciò che resta della sua casa, un cumulo di macerie, travi e pezzi di ferro, che hanno ostruito un viottolo.
Lì sotto ha trovato la morte sua nipote adolescente, Martina. La casa è ridotta come quella da cui viene estratta viva la piccola Giorgia: il destino decide in un attimo per la vita o per la morte.
In mattinata gli agenti, appena arrivati, sono chiamati da alcuni abitanti che vagano in ciò che rimane del paese: «Venite venite, questo è ciò che rimane di casa mia, ci sono i miei figli»; altri si avvicinano quasi a voler essere rassicurati, come a cercare la presenza di una "istituzione" in grado di proteggerli. Ci sono cadaveri nelle case, c'è gente che si dispera, i Vigili del Fuoco che scavano a mani nude. Pescara del Tronto è una delle tredici frazioni di Arquata, in provincia di Ascoli Piceno; è conosciuta per essere il "paese dei romani" perché in tanti possiedono qui la casa di vacanza. Il borgo non ha più futuro. Anche qui scende la prima sera, quella dopo la notte del non ritorno; gli agenti hanno finito il loro turno, altri arriveranno a breve.
La consegna è di porre attenzione allo "sciacallaggio”. Nel viaggio di ritorno verso le proprie case e affetti, tra le due pattuglie ci sono poche parole e non è solo stanchezza.

