«Giorgio diventerà titolare qualcun altro deve mangiare»

8 Luglio 2016

PESCARA. «Perché ci sta qualcun altro che deve mangiare... è chiaro... ma so’ contenta per Giorgio... ci si prende anche il benservito... Giorgio diventerà il mio titolare». Parla così, in un’intercet...

PESCARA. «Perché ci sta qualcun altro che deve mangiare... è chiaro... ma so’ contenta per Giorgio... ci si prende anche il benservito... Giorgio diventerà il mio titolare». Parla così, in un’intercettazione con una collega, una dipendente della International Work di Montesilvano. Secondo gli inquirenti è questa la ditta con socio occulto il medico della Asl Giorgio Robuffo, l’esperto di sicurezza del lavoro sospeso dal servizio e accusato di corruzione.

L’indagine poggia su poche intercettazioni e, nelle 10 pagine del provvedimento di sospensione, è citato un solo colloquio: secondo la Mobile, dopo la prima perquisizione, gli indagati hanno iniziato a stare attenti al telefono. Un colloquio isolato che dimostra, però, l’esistenza di un legame tra Robuffo e la società di Montesilvano: «L’attività di intercettazione telefonica, nel suo complesso, non forniva spunti investigativi rilevanti», dice l’ordinanza, «in quanto dalle conversazioni captate in sede ambientale si appurava che i titolari Mirco Rulli e Maurizio D’Alleva e le segretarie, insospettendosi della perquisizione subita, evitavano di effettuare conversazioni telefoniche di rilievo presupponendo di avere i telefoni “sotto controllo”. L’attività di intercettazione ambientale offriva spunti dai quali emergeva il ruolo rivestivo da Robuffo all’interno della International Work». Su questo piano, una delle dipendenti dice: «Sì... se lui diventerà il titolare, cosa molto probabile... a stretto giro... tu non lo sai come andrà a finire qui, lo vuoi sapere? Andrà a finire, se è vero quello che scopriranno, Giorgio vabbè se ne va in pensione, si dimetterà.. perché non ci rimette più la faccia... ma Giorgio verrà qui a lavorare».

Dalle intercettazioni emerge anche il tentativo di far sparire documenti e cancellare atti sui computer: uno dei titolari della società chiama un amico per ripulire i computer e «controllare se nei computer presenti fossero state eliminate tutte le e-mail scambiate con tale Robuffo dai loro account di posta elettronica». Un’attività di pulizia confermata anche da una dipendente della International Work durante un interrogatorio: la dipendente rivela che, dopo la perquisizione, «si era resa conto che il computer posizionato sulla scrivania dell’ingresso della società era stato asportato, così come alcune cartelle e file presenti sul sistema erano state modificate nel loro contenuto». Un’altra dipendente racconta che «i computer erano stati fatti sparire e molti documenti erano stati cancellati, fra cui un verbale di riunione nella quale era stato concordato l’ingressso nella società di Robuffo». (p.l.)