Gite scolastiche, sì ma in Italia I presidi: pronti a ricominciare

I consigli d’istituto danno il via libera ai viaggi d’istruzione: «Ma tutto dipende dalla pandemia» Dopo due anni di stop, le scuole provano a riorganizzarsi: non vogliamo escludere questa possibilità
MONTESILVANO. Gli studenti delle scuole superiori di Montesilvano potranno tornare a fare gite scolastiche nel corso di questo anno scolastico? È la speranza di centinaia di ragazzi che frequentano le classi dell’Istituto Alessandrini e del liceo scientifico Corradino D’Ascanio e che sognano di trascorrere qualche giorno lontano da casa con i loro compagni.
Nel 2020 e 2021, a causa della pandemia, gli studenti hanno dovuto rinunciare a questo appuntamento e, per molti di loro, è un’occasione che non si ripresenterà dal momento che nel frattempo hanno concluso il loro percorso di studi, diplomandosi. Eppure le gite scolastiche, o meglio le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione per usare le diciture del Miur, sono importanti non solo dal punto di vista culturale, ma anche in termini di socializzazione. Lo sanno bene le due dirigenti scolastiche degli istituti superiori di Montesilvano, Maria Teresa Di Donato a capo dell’Alessandrini e Filomena Mammarella che da quest’anno coordina le attività del liceo di via Polacchi.
«Ricordo bene la delusione degli alunni nella primavera del 2020», commenta Di Donato, «quando Conte annunciò la chiusura delle scuole proprio la sera prima della loro partenza per il viaggio d’istruzione in Spagna. Mi auguro che nei prossimi mesi la situazione resti sotto controllo come lo è ora, così da poter offrire tale opportunità culturale e di crescita personale ai nostri ragazzi, soprattutto a quelli che frequentano le 7 quinte».
Nella speranza che la pandemia non paralizzi nuovamente le attività, la preside, il consiglio d’istituto e il collegio docenti dell’Alessandrini hanno già approvato la possibilità di effettuare sia le uscite didattiche che i viaggi d’istruzione. «Vogliamo favorire tali esperienze», prosegue Di Donato, «ma navighiamo a vista. Per il momento, però, abbiamo già programmato per febbraio la visita degli studenti delle quinte a Palazzo Madama a Roma».
Non è il momento di fare programmi a lungo termine neanche per il liceo D’Ascanio. «Ci accingiamo ad approvare il piano triennale dell’offerta formativa», commenta la dirigente Mammarella, «e non vogliamo certo escludere tale possibilità, anche se sappiamo bene che, soprattutto nei viaggi d’istruzione, il rischio maggiore è rappresentato dalle feste notturne che non sempre gli insegnanti riescono a contenere. La nostra priorità è quella di garantire sicurezza ad alunni e docenti, per cui al momento opportuno faremo tutte le dovute valutazioni. Per il momento le classi parteciperanno ad altre attività formative e culturali che non prevedono soggiorni fuori casa, come ad esempio il Premio Borsellino delle settimane scorse».
Quanto ai viaggi d’istruzione, l’orientamento della dirigente scolastica è quella di non rischiare troppo varcando i confini nazionali. «Le indicazioni fornite dal ministero prevedono spostamenti tra zone bianche», ricorda Mammarella. «Sicuramente rimanere in Italia significa avere un maggior controllo della situazione sanitaria rispetto all’estero, per cui una soluzione potrebbe essere quella di rimanere sul territorio nazionale, almeno per questo anno scolastico».

