Giunta, Marsilio silura Febbo Quattro scenari per il futuro

Diktat dei salviniani dopo le sconfitte di Chieti e Avezzano. Oggi previsto vertice all’Aquila Si ipotizza anche lo scambio con Sospiri (nell’esecutivo) e l’ex assessore alla presidenza
L’AQUILA. Gli intrighi politici hanno portato al verdetto sussurrato da settimane: Mauro Febbo non è più l’assessore alle Attività produttive e al Turismo della Regione Abruzzo. Il presidente Marco Marsilio ha firmato il decreto col quale l’ha rimosso dall’incarico assumendo temporaneamente le deleghe a lui attribuite. Marsilio ha ringraziato Febbo «per l’ottimo lavoro svolto e la collaborazione dimostrata in ogni momento, certo che saprà assicurare il suo contributo all’azione di governo dai banchi della maggioranza in consiglio regionale».
Avallata dunque la richiesta della Lega che chiedeva la rimozione di Febbo (alla Regione in quota Forza Italia) colpevole coi suoi atteggiamenti di aver determinato la sconfitta ai ballottaggi nei Comuni di Chieti e Avezzano. In particolare, a Chieti ha fondato un polo civico con Alessandro Marzoli (Italia Viva) candidando a sindaco Bruno Di Iorio e non sostenendo Fabrizio Di Stefano al primo turno, dopo un braccio di ferro durato mesi. Se non per accordarsi con Di Stefano solo al ballottaggio. Mossa fallimentare per il centrodestra e indigesta per i salviniani. Alla Regione si apre la crisi – nel pieno di una pandemia – e la via per uscirne prevede quattro scenari, oggi sul tavolo della discussione politica all’Aquila, dove Marsilio incontrerà i coordinatori politici di Lega, FI e Fd’). Da tenere in viva considerazione la ripartizione delle poltrone a livello territoriale. Il primo scenario prevede una sorta di scambio di ruoli: Febbo torna a fare il consigliere regionale – nonché il capogruppo FI – e il “supplente” Daniele D’Amario potrebbe prendere il suo posto nell’esecutivo. Ma da esterno. E lo statuto regionale prevede che di esterni ce ne possa stare solo uno, casella attualmente occupata dal leghista Piero Fioretti, al momento del suo ingresso vicinissimo al parlamentare Bellachioma. Il quadro sarebbe complicato. Secondo scenario: un’intesa in maggioranza per modificare lo statuto e inserire altri esterni, ma i tempi sono lunghi (ci vorrebbe un doppio passaggio in consiglio). La terza ipotesi è sempre interna a Forza Italia: il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri potrebbe entrare in giunta e Febbo passare alla presidenza. La Lega accetterebbe al momento del voto? La quarta ipotesi porta a Umberto D’Annuntiis che da sottosegretario diverrebbe assessore, anche in questo caso con interrogativi perché D’Annuntiis negli ultimi mesi ha manifestato disagio all’interno di “questa” Forza Italia. E Febbo? Da dietro le quinte si gode lo spettacolo: nel suo nuovo ruolo di capogruppo avrebbe un potere politico non indifferente, un uomo grimaldello su tanti provvedimenti da varare nelle commissioni. La Lega ha fatto bene i propri conti?

