Giustizia per Gioia: mobilitazione sui social

Moscufo. A 6 anni dalla scomparsa dell’impiegata, la cugina apre una pagina Facebook sulla vicenda
MOSCUFO. A sei anni dalla scomparsa, l’8 marzo 2017, di Giovina Annalisa Mariano, detta Gioia, all’epoca 61enne, nasce una pagina Facebook per non dimenticarla. “Giustizia per Gioia” è il profilo social creato dalla cugina Margherita Mariano, residente a Parigi, dove lavora nel campo dell’editoria: «Temo che tutto finisca con una prescrizione che vanificherebbe i nostri sforzi di tenere accesi i riflettori».
Nel frattempo proseguono le indagini della procura di Pescara che sta battendo tutte le piste alla ricerca di un corpo che non si trova. Il titolare dell’inchiesta, il pm Anna Benigni, ha in mano il fascicolo contro ignoti, con l’ipotesi di omicidio. Sulla pagina social nata da qualche giorno, ci sono le immagini di Gioia bambina nel giardino dell’abitazione di Fallo con le cugine Margherita e Sonia, e poi Gioia ventenne in jeans e camicia.
«Il mio obiettivo», racconta Margherita al telefono dalla Francia, «è ricostruire sui social, in maniera pubblica, passo passo l’intera vicenda, sin dal giorno della presunta scomparsa, l'8 marzo 2017, ad oggi. E sottolineo presunta, perché in realtà esiste un buco temporale tra la data della sparizione e il momento dell’ultima telefonata di Gioia partita il 21 febbraio 2017 dal suo telefono fisso di Moscufo alla cugina Simonetta».
La famiglia ne ha denunciato la scomparsa ai carabinieri di Loreto Aprutino, competente per zona, il 19 aprile 2017 alle 11.14, più di 40 giorni dopo quella telefonata. «Sono determinata a cercare la verità sulla sua sparizione e a proteggere la reputazione di mia cugina, che conoscevo benissimo, e di cui si sono dette cose false e calunniose. Siamo cresciute insieme, abbiamo dormito per anni, da bambine, nella stessa stanza, nella casa di Fallo, non sarebbe mai sparita misteriosamente senza lasciare tracce. Gioia era una donna molto indipendente e moderna, aveva rinnovato la patente il dicembre precedente ed era intenzionata a vendere la villetta di Moscufo per andare a vivere in una dimora più piccola, forse a Pianella. Chi fa progetti, vuole andare avanti, non sparire».
Per Margherita «l'allontanamento volontario è una leggenda, la favola che Gioia viva felice da qualche parte», mentre tutti la cercano «è un insulto alla nostra intelligenza, peraltro bisogna avere molti soldi per vivere in latitanza e lei non ne aveva più molti», nell'ultimo periodo.
Il caso è seguito dall'associazione Penelope Abruzzo, guidata da Alessia Natali: «Non ci sono, al momento, nuovi elementi di indagine. Alla famiglia, il fratello Domenico e il nipote Alessio, per il tramite dell'avvocato Federica Liberatore, rinnoviamo l'appello a cercare la verità insieme alla nostra associazione». Di Giovina Mariano, che oggi avrebbe 67 anni, ex dipendente dell'ufficio Anagrafe di Pescara, non si hanno più notizie dalla mattina (dopo le 8) dell’8 marzo di sei anni fa, quando sparì dalla villetta di contrada Sant’Angelo, secondo le affermazioni del fratello e del nipote che hanno sempre sostenuto la tesi dell’allontamento volontario.

