Gizzi, l’uomo della rinascita del calcio e consigliere di Lega

L’AQUILA. Dopo il terremoto l’hanno chiamato «mister demolizioni», ma solo perché la sua impresa edile ha abbattuto parecchi edifici danneggiati. Prima del sisma, invece, Elio Gizzi, 52 anni,...
L’AQUILA. Dopo il terremoto l’hanno chiamato «mister demolizioni», ma solo perché la sua impresa edile ha abbattuto parecchi edifici danneggiati. Prima del sisma, invece, Elio Gizzi, 52 anni, esponente di una famiglia di artigiani di Arischia (frazione dalla quale provengono anche i fratelli Serpetti), si era guadagnato la fama di uomo della rinascita del calcio aquilano, con la società rossoblù presa nel 2008 (gratis, come gli ricordano spesso i suoi detrattori) dall’Eccellenza e portata fino ai play off per la serie B. Con ruoli solo formalmente diversi, da presidente (per cinque stagioni consecutive) ad amministratore delegato e direttore generale, carica attuale. Passando dall’ammissione d’ufficio in D del 2009 al ripescaggio in Seconda divisione del 2010 fino alla promozione in Prima divisione del 2013. E alla recente uscita di scena dai play off per la B. Grazie al calcio ha ottenuto anche la nomina a consigliere della Lega Pro.
A suo sostegno, alla luce dell’indagine, non si fa attendere una nota della società presieduta dall’altro costruttore Corrado Chiodi. «A seguito delle recenti vicende giudiziarie, L’Aquila calcio intende esprimere totale e sentita vicinanza all’amministratore delegato Elio Gizzi. Tutto lo staff societario è convinto che ben presto riuscirà a dimostrare la sua completa estraneità ai fatti contestati, conoscendo l’integrità morale della persona, impegnata in questi anni in tante iniziative, anche a sfondo sociale, a favore del mondo sportivo cittadino e non solo. L’Aquila calcio comunica, inoltre, che in attesa della definizione della vicenda non muteranno le attività e i programmi societari in vista della stagione 2014/2015».
Quando, pochi mesi fa, gli piombarono i finanzieri nell’ufficio per prelevare le carte, al cronista che lo interpellò al telefono per sapere se fosse indagato, rispose così: «Niente, è tutto a posto. Volevano sapere di un’altra impresa, di un altro cantiere». Ieri l’arresto.(e.n.)
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