Già 20mila richieste per il bonus fino a 1.000 euro

23 Aprile 2020

C’è tempo fino alle 23.59 di oggi per presentare la documentazione: soldi destinati all’acquisto di beni di prima necessità

L’AQUILA. Già 20mila domande arrivate alla Regione Abruzzo fino a ieri per usufruire del bonus famiglia. Per la compilazione del modulo che tempo fino a oggi alle 23.59, termine ultimo per presentare la richiesta. Si calcola che nelle prossime ore il numero dei richiedenti salirà ancora, ma solo una parte riuscirà a ottenere il sostegno. Il presidente Marco Marsilio aveva parlato di 5-7mila richieste che verranno accontentate. Ma il numero dei beneficiari potrebbe salire. Sulla base del numero delle domande che arriveranno in Regione, la giunta determinerà, con una successiva delibera, l’entità del contributo da erogare a favore delle famiglie appartenenti a una o più categorie. L’erogazione del contributo avverrà infatti fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 5 milioni di euro. Non si terrà conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande. Tette le richieste consegnate in questi giorni e fino alle 23.59 di oggi, se rispondenti ai requisiti, verranno prese in considerazione per l’eventuale contributo.
Al termine dell’istruttoria, la Regione provvederà ad accreditare i soldi direttamente sul conto corrente bancario o postale indicato nella domanda presentata. Il bando è finalizzato all’accesso dei benefici previsti dalla legge regionale a favore delle famiglie in condizioni di particolare disagio a causa dell’emergenza coronavirus. È previsto un contributo per l’acquisto di beni di prima necessità. Avranno la priorità le famiglie in difficoltà economiche con disabili e quelle più numerose. Potranno ottenere il contributo i nuclei familiari composti da persone che hanno la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Ue.
L’esclusione di cittadini extracomunitari sta sollevando polemiche da più fronti, tanto che qualcuno ha invocato l’annullamento e la modifica del provvedimento per illegittimità.
I richiedenti devono avere la residenza in Abruzzo al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del contributo in modo continuativo. Il valore complessivo, alla data di pubblicazione delle legge regionale (7 aprile 2020), dei depositi presenti sui conti correnti intestati ai componenti del nucleo familiare non deve essere superiore a 2mila euro, incrementato di mille per ogni componente del nucleo familiare successivo al secondo, fino a un massimo di 5mila euro. Ad esempio, una famiglia di quattro persone non può avere sul conto più di 4mila euro. I beneficiari non possono essere titolari della nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) e dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (Dis-coll), come del reddito di cittadinanza. I componenti della famiglia non possono essere titolari di reddito da lavoro subordinato pubblico o privato (a esclusione di pensione), quindi di altre forme di sostegno economico o al reddito erogate da enti pubblici. È escluso il contributo di solidarietà alimentare erogato dal Comune con l’ordinanza della Protezione civile del 29 marzo scorso. Per ottenere il contributo bisogna anche presentare tutta la documentazione necessaria in modo corretto, altrimenti si rischia l’esclusione. Alla domanda, infatti, devono essere allegati un’autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti richiesti, una fotocopia dei documenti d’identità validi e non scaduti di tutti i componenti della famiglia (esclusi i minori). Insieme al modulo bisogna inviare una fotocopia del codice fiscale e, per i cittadini stranieri, fotocopia del permesso di soggiorno. Per scaricare il modulo è possibile collegarsi al sito istituzionale www.regione.abruzzo.it. Chi farà delle dichiarazioni false rischia una denuncia penale. Infatti, oltre che ottenere un contributo su dichiarazioni non vere, si priva un’altra famiglia veramente bisognosa di una opportunità per far fronte all'emergenza. Non sarà semplice farla franca perché dopo l’erogazione verranno fatti controlli sulla veridicità delle domande, anche avvalendosi del supporto della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate attraverso la stipula di protocolli d’intesa.
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