Già raccolte 25mila firme «Ora è in condizioni pietose»

23 Agosto 2024

PESCARA. Si moltiplicano le firme per aiutare Luigi Giacomo Passeri a tornare a casa, dopo la sentenza di primo grado che ha condannato il 31enne pescarese a 25 anni da scontare nelle prigioni...

PESCARA. Si moltiplicano le firme per aiutare Luigi Giacomo Passeri a tornare a casa, dopo la sentenza di primo grado che ha condannato il 31enne pescarese a 25 anni da scontare nelle prigioni egiziane. La petizione “Giustizia per Giacomo”, lanciata sulla piattaforma online Change.org, ha raccolto quasi 25mila firme.
A lanciare l’appello è stata, lo scorso 10 luglio, la cittadina Patrizia Barberino, in concomitanza con la denuncia, da parte dei familiari, delle condizioni «inadeguate del detenuto e della mancanza di cure ricevute dopo un intervento di rimozione dell’appendice». «È un cittadino italiano detenuto in un carcere egiziano da quasi un anno per il presunto possesso di una piccola quantità di marjuana», si legge nel testo dell’appello sulla piattaforma Change.org. I famigliari, nel riferire notizie relative all’arresto di un anno fa, hanno sempre parlato di una quantità di droga limitata all’uso personale. Tuttavia l’accusa è quella di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, anche se per ora si attendono le motivazioni scritte della sentenza. Inoltre, avere comunicazioni ufficiali dal Cairo, a detta dei famigliari, è sempre stato complicato. A parte le lettere fatte arrivare, con difficoltà, ai fratelli, in un anno non ci sono stati contatti diretti.
«Si trova in condizioni pietose», si legge ancora nel testo della petizione, «viene maltrattato e privato dei suoi diritti fondamentali». Per tali ragioni si chiede «giustizia per Giacomo e il rispetto dei diritti umani». E infine l’appello al governo italiano «affinché intervenga e si adoperi per il rilascio immediato di Giacomo». (s.d.v.)