Gli aiuti contro la crisi arrivano il 16 giugno

Decisa la data più attesa da migliaia di imprese, professionisti e partite Iva La guida completa su chi li riceverà subito e i tempi previsti per tutti gli altri
La data da cerchiare in rosso è il 16 giugno prossimo. Giorno in cui l'Agenzia delle Entrate farà partire i bonifici del fondo perduto relativo al decreto Sostegno bis. Ad avere accreditate le somme direttamente sul conto corrente saranno, per primi, i professionisti, le partite Iva e i titolari di attività di impresa che hanno già chiesto e ottenuto il primo sostegno, a marzo scorso. Ad annunciare lo sblocco dei contributi, a favore delle aziende e dei professionisti maggiormente colpiti dalla crisi da Covid-19, è stato il ministro dell'Economia, Daniele Franco, in audizione alla Commissione bilancio della Camera. Gli importi variano molto, a seconda della perdita economica subita: si va da un minimo di 1.000 euro ad una soglia massima di 150mila euro. Tre i tipi di contributi previsti dal decreto Sostegno bis che, nelle intenzioni del Governo, andranno a coprire una fascia di contribuenti molto più ampia rispetto al passato.
AIUTI IMMEDIATI. Il decreto Sostegni bis prevede interventi aggiuntivi, per il 2021, per quasi 40 miliardi di euro. Una «misura significativa», l’ha definita il ministro dell’Economia «in un momento di profonda recessione, in cui molte categorie del sistema produttivo hanno sofferto, con il rischio che si producano dei danni permanenti». Due le finalità principali individuate dal Governo che ha sbloccato l'erogazione del fondo perduto per «accompagnare il Paese fuori dall'epidemia e dalla recessione, sostenendo i lavoratori, le famiglie e le imprese più colpiti». Il secondo obiettivo è volto «a rafforzare, accelerare e consolidare la ripresa, concedendo aiuti immediati».
I TRE INTERVENTI. Sono tre i tipi di interventi previsti, per imprese e professionisti: la replica del contributo a fondo perduto già ottenuto a marzo scorso, con il decreto Sostegni uno, per le partite Iva che hanno subito un calo del fatturato di almeno il 30% tra il 2019 e il 2020: questi soggetti non devono presentare nessuna nuova domanda in quanti il contributo verrà erogato in automatico sul conto corrente.
Il nuovo contributo introdotto dal decreto fa riferimento, invece, al calo medio mensile del fatturato nel periodo compreso tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021: si tratta di un bonus aggiuntivo per chi ha già ricevuto il contributo con il Sostegno uno, ma calcolato sul nuovo periodo che parte da aprile e non da gennaio. Infine, è stato previsto un contributo con finalità perequativa che si concentra sui risultati economici delle imprese e delle partire Iva, non più sul fatturato. Il fondo perduto, in questo caso, viene assegnato sulla base del peggioramento del risultato economico d’esercizio e tiene conto dei ristori e dei sostegni già percepiti nel 2020 e nell'anno in corso.
SECONDA TRANCHE. Chi ha già beneficiato di un sostegno, potrà ottenere un nuovo incentivo nella misura del 100% di quanto già riconosciuto. L’Agenzia delle entrate corrisponderà la somma con due modalità: l’accredito diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo o sotto forma di credito d’imposta, qualora il richiedente abbia effettuato tale scelta per il precedente contributo. I professionisti e le partite Iva che hanno già ricevuto un primo aiuto economico non devono presentare una nuova domanda: percepiranno la somma spettante in automatico.
BONUS AGGIUNTIVO. La seconda tipologia di incentivo riguarda tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione o che producono reddito agrario e i titolari di partita Iva, con ricavi e compensi non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto. Ma c’è un requisito fondamentale per accedere al beneficio: l’ammontare medio mensile del fatturato del periodo dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto al fatturato medio riscontrato tra il 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020.
Questo contributo è alternativo al precedente. Gli imprenditori e i titolari di partita Iva che hanno già ottenuto il contributo previsto nel Sostegno 1 potranno ottenere l’eventuale maggior valore del contributo previsto dal nuovo decreto.
NUOVI BENEFICIARI. Per i soggetti che non hanno beneficiato del contributo a fondo perduto a marzo scorso, l’ammontare del fondo perduto viene determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato dal primo aprile 2020 al 31 marzo 2021 e quello del periodo dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020 secondo questa tabella: 90% per ricavi non superiori a 100mila euro, 70% da 100mila a 400mila, 50% per i soggetti con ricavi o compensi da 400mila a 1 milione di euro, 40% da 1 milione fino a 5 milioni di euro e 30% da 5 a 10 milioni di euro. L’importo erogato non può, in ogni caso, superare i 150mila euro.
Le somme non con corrono alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, né alla formazione del valore della produzione netta. Il contributo a fondo perduto può essere riconosciuto nella sua totalità, a scelta del contribuente, sotto forma di credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione presentando il modello F24.

