Gli albergatori felici: ma ora bisogna lavorare sui servizi

I titolari degli hotel pronti a collaborare con il Comune: i visitatori chiedono sosta gratis e navette per l’aeroporto
PESCARA. «Con la Bandiera Blu Pescara avrà la visibilità per varcare i confini nazionali e sarà ancora più attrattiva. E adesso aspettiamo anche il ritorno dei turisti stranieri».
Gli albergatori pescaresi si dicono «molto molto contenti» di questo riconoscimento, ancora di più perché «non se lo aspettavano così presto». Quindi plauso «al sindaco Carlo Masci e alla sua giunta che hanno lavorato rapidamente e in forte sinergia con Federalberghi e Confcommercio» per raggiungere l’ambito obiettivo. Restano da limare alcune criticità per entrare nella città che conquista per la prima volta nella storia la Bandiera Blu: «Troppi parcheggi a pagamento, l’ingresso in città limitato dalle Ztl, la carenza di navette all’aeroporto per trasportare i viaggiatori in centro», lamentano gli albergatori». Persino sui posteggi di carico e scarico «siamo costretti a mettere le sedie per evitare soste selvagge».
«Adesso il nostro territorio è più attrattivo», è soddisfatta Daniela Renisi, presidente di Federalberghi (45 hotel tra Pescara e provincia), «chi va in vacanza cerca la Bandiera Blu che riconosce meriti a quel territorio dove il mare è pulito, dove la qualità della vita e dei servizi è più alta e puntare alla sostenibilità ambientale. La mia idea per continuare a mantenere questo trend per i prossimi anni è lavorare al progetto mare blu e verde», promuovendo lo scambio turistico tra le bellezze naturali di mare e montagna». Renisi suggerisce, inoltre, di «riaprire la pineta Santa Filomena ai picnic e bloccare tratti di riviera ai mercatini itineranti e alle attività culturali e lungo la riviera meno parcheggi e più passaggio di bici».
Chiede un tavolo con il sindaco Masci, le istituzioni e le organizzazioni di categoria, Cecilia Rubaudo, titolare del Regent hotel e concessione balneare, «per spiegare cosa vogliono i turisti, tedeschi, francesi, belgi, americani, abruzzesi e italiani, quando arrivano in città per le vacanze. La Bandiera Blu porterà visibilità, ma occorre programmazione e visione del futuro perché paghiamo lo scotto di anni di inquinamento». E cosa vogliono i turisti? Rubaudo: «Chi ama il mare chiede anche il divertimento negli stabilimenti ed eventi in spiaggia; in tanti vogliono cenare sui trabocchi e le famiglie attività per i bambini, gite in bici sul litorale ed escursioni in montagna. I russi e i cinesi vogliono fare shopping in città. Ora, però, siamo ancora in guerra e dobbiamo fare i conti con i portafogli più vuoti, anche se per Ferragosto abbiamo tante prenotazioni».
Antonio Oliveri, titolare del Carlton plaude all’amministrazione che ha «raggiunto questo eccezionale risultato, come mai è accaduto prima d’ora. Veniamo da un periodo di disastri, ora è il solo il tempo di guardare avanti. Mi auguro maggiore cooperazione che sia volano per l’economia». Sprizza orgoglio per il risultato raggiunto, anche Ivan D’Altorio, manager del Victoria hotel, ma è cauto: «La Bandiera blu è un impulso strapositivo per il territorio e le strutture ricettive. Capita nel momento giusto, quello della ripartenza. Siamo piacevolmente sorpresi, non ce l’aspettavamo così presto. Siamo reduci da oltre un anno di limitazioni e dalla cattiva pubblicità dell’inquinamento degli scorsi e oggi dobbiamo verificare la reale economia e tenere d’occhio l’andamento dei contagi, variabili su cui riflettere». E conclude D’Altorio: «Ci avviamo verso una estate più vivace con eventi complementari, ora aspettiamo solo i turisti».
Nel dopo Covid «le spiagge diventino più turisticamente attrattive all’aperto e si promuovano campagna pubblicitarie per far conoscere il territorio» è la ricetta di Emilio Schirato, titolare del Plaza hotel. Nuova gestione all’hotel Maja dove il responsabile booking, Tiziano Di Giuseppe, preconizza una «estate boom di prenotazioni con tanti italiani in vacanza lungo la Penisola».

