Gli allevatori: fondi subito 10mila gli animali morti

Il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo a Basciano e Penne «Semplificare e velocizzare le procedure per i rimborsi». Danni per 52 milioni
PESCARA. Solo in Abruzzo ai danni materiali si somma una vera strage con diecimila animali morti, feriti e abortiti nelle aree del terremoto per l’effetto congiunto delle scosse, della neve e del gelo che hanno fatto crollare le stalle con la perdita di animali tra le macerie e provocato stress da freddo e paura con diffusi casi di aborto. E’ quanto emerge dalla mobilitazione degli agricoltori e degli allevatori colpiti dal terremoto e dal maltempo in Abruzzo che si sono dati appuntamento ieri mattina in Località Basciano, in provincia di Teramo, nell’azienda agricola San Vincenzo (Salumieri di Castel Castagna) dove sono morti migliaia di animali e crollate numerose stalle.
Una mobilitazione molto sentita dagli allevatori che hanno incontrato (prima a Basciano e poi a Penne) il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo, accompagnato dal presidente di Coldiretti Abruzzo Domenico Pasetti e dal direttore regionale Giulio Federici, che ha voluto visitare i territori maggiormente colpiti da calamità, accompagnato dall’unità di crisi di Coldiretti Abruzzo e da tanti gli allevatori provenienti da tutte le province, che hanno raccontato le conseguenze dirette delle calamità di gennaio e le aspettative di un settore che rischia l’estinzione.
Secondo la stima di Coldiretti ammontano infatti a 52 milioni di euro i danni subiti dalle aziende agricole e dalle stalle a seguito degli ultimi eventi calamitosi che hanno colpito soprattutto l’attività di allevamento che ora rischia concretamente di scomparire insieme alle specialità locali, alla loro storia e al futuro di una regione che ha nell’agroalimentare una forza trainante dell’economia.
«E’ determinante intervenire sulla semplificazione e sulla velocizzazione delle procedure in una situazione in cui a più di 5 mesi dalle prime scosse di terremoto in Italia sono state montate e rese operative appena il 15% delle stalle mobili previste» ha affermato il presidente della Coldiretti Moncalvo nel sottolineare che l’ultimo decreto sul terremoto contiene la conferma di circa 35 milioni di euro di aiuti diretti per il mancato reddito delle imprese di allevamento da erogare entro febbraio con un sostegno per animale allevato per un importo stabilito in 400 euro a capo bovino e 60 euro per ogni pecora posseduta prima del sisma. Ma aiuti sono previsti anche per il settore suinicolo e per quello equino secondo quanto riferimento dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. «Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti di pecore e bovini che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento» ha precisato Moncalvo nel sottolineare l’esigenza che «la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo».
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