Gli angolani danno l’addio al giovane morto in Grecia

Stamane alle 10 i funerali di Sablone nella chiesa di Sant’Agostino alla Marina Fatale al 32enne un’immersione mentre si trovava in vacanza con la compagna
CITTÀ SANT’ANGELO. Si svolgeranno questa mattina alle 10, nella chiesa di Sant’Agostino a Città Sant’Angelo Marina, i funerali di Marek Sablone, il ragazzo di 32 anni di Fonte Umano, morto in Grecia poco più di una settimana fa durante una vacanza nell’isola di Merlera.
Dopo gli esami in terra ellenica, è stato concesso il nulla osta per il rientro in Italia, avvenuto due notti fa. Durante la giornata di ieri è stata allestita la camera ardente nella casa funeraria Mambella, dove in molti sono passati per un saluto e una preghiera.
Marek è morto durante un’immersione, trovato dal primo dei soccorritori, un altro ragazzo italiano a bordo di un piccolo gommone, in un punto dove l’acqua non supera i 7 metri di profondità. Era sull’isola insieme alla compagna Valeria, la prima a dare l’allarme dopo che non lo vedeva più da un’ora. Inizialmente si pensava fosse su delle dune non molto lontane dal luogo dell’incidente, poi invece la triste scoperta.
Chi l’ha trovato, ha raccontato che aveva la maschera distrutta e di aver provato a lungo a rianimarlo, senza esito.
Marek era un appassionato di sport estremi, dal paracadutismo, al motocross, passando per il bungee jumping al sanda (arti marziali), oltre alla passione per il mare.
La sua notizia ha fatto subito il giro dei social network, con tante persone che si sono riversate sul suo profilo per un saluto o un semplice pensiero. L’incredulità iniziale però, ha ben presto lasciato spazio allo sgomento e alla tristezza per una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno.
«Abbiamo passato insieme la nostra adolescenza a Città Sant'Angelo paese», racconta con un lungo post Marco. «Mi ricordo quando salivi con il tuo Ciao e si passava il pomeriggio a scorrazzare per le vie del borgo, a parlare del più e del meno, dei progetti che avevi in mente. Ricorderò sempre il tuo sorriso, quando abbassavi il sopracciglio con quello sguardo pieno di vita. Ci eravamo persi di vista, ci siamo incontrati solo qualche volta negli ultimi 10 anni, ma ogni volta era sempre come se non fosse passato poi così tanto tempo. Mi aggiornavi sui tuoi progetti, su dove eri stato, e ti guardavo sempre con ammirazione, di uno che ci prova sempre, che è sempre alla ricerca di qualcosa, di risposte. Buon viaggio vecchio amico mio».
A piangerlo anche mamma Beata e papà Antonio.
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