Gli animalisti in piazza per ricordare Amarena: fumogeni e tensioni

Protesta a San Benedetto: la folla urla «assassino» all’allevatore indagato Al termine della manifestazione accesi tre petardi contro gli attivisti
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Nessuno lo chiama mai per nome. Gli urlano contro «assassino». «Criminale». La folla lo insulta. Invoca la galera. Una protesta dura – sfociata anche in alcuni momenti di tensione – che però un nome un cognome ce l’ha: Andrea Leombruni, l’allevatore che dieci giorni fa ha ucciso l’orsa Amarena con un colpo di fucile. È lui il principale obiettivo della mobilitazione degli animalisti a San Benedetto dei Marsi. Il sit-in promosso da Partito animalista europeo e Animalisti italiani onlus popola la centralissima piazza Risorgimento, a nemmeno un paio di chilometri dall’abitazione di Leombruni presidiata dai carabinieri. Ieri pomeriggio i militari hanno intensificato i controlli sia nella villetta dell’allevatore che davanti alla norcineria di famiglia. L’allerta è massima: più di sessanta tra poliziotti e carabinieri lungo il perimetro della piazza. Una ventina gli agenti in tenuta antisommossa. Circa 500 i manifestanti arrivati da quasi tutta Italia per ricordare l’orsa ma soprattutto invocare pene severe per l’uomo che ha sparato. Le tensioni – dopo le provocazioni arrivate sia dagli animalisti che dagli abitanti del posto – raggiungono l’apice quando la manifestazione è già stata sciolta: i cori contro Leombruni alimentano la reazione di alcuni residenti e accendono dei piccoli focolai, sedati soltanto grazie alle forze dell’ordine e al sindaco Antonio Cerasani, visto intervenire più volte per cercare di placare gli animi insieme al consigliere provinciale (ed ex primo cittadino) Quirino D’Orazio. Vengono sparati anche tre petardi vicino al pullman dei manifestanti. Forse un messaggio agli animalisti di tornarsene a casa. Alla fine la polizia ha proceduto all’identificazione di uno dei più agitanti: si tratta di un uomo di San Benedetto dei Marsi. Ma la situazione, alla luce anche dei tanti timori della vigilia, si è svolta in maniera regolare senza mai varcare il confine della violenza. Toni più distesi, invece, nel corteo che si era svolto in mattinata a Pescina: le associazioni animaliste hanno sfilato lungo le strade in cui Amarena era stata spesso avvistata e fotografata insieme ai suoi cuccioli. In piazza Mazzarino l’elenco delle proposte per migliorare la convivenza con gli orsi e la fauna selvatica: pene più severe per chi uccide gli animali, indagini rapide e accurate sulla morte di Amarena. In più un invito alla politica: «Basta con il clima di terrore instaurato nei confronti degli animali selvatici». E l’annuncio del sindaco Mirko Zauri: «Anche il Comune di Pescina valuta di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento per la morte dell’orsa».
Il sit-in
I primi cori orchestrati dai manifestanti danno subito l’idea di quale sia il clima nel cuore di una San Benedetto dei Marsi blindata: «Assassino, assassino», urla la folla. E ancora: «Giustizia per Amarena, per chi l’ha uccisa solo galera». Striscioni e cartelloni seguono la stessa linea: l’obiettivo numero uno della protesta è Andrea Leombruni, indagato dalla Procura di Avezzano per l’uccisione dell’orsa. Le stradine intorno a piazza Risorgimento sono deserte, alcuni residenti si affacciano dai balconi per guardare dall’alto i circa 500 manifestanti arrivati da tutto l’Abruzzo ma anche da Roma, Foggia, Trieste, Salerno e Firenze, per ricordare l’orsa simbolo del Parco. Qualcuno tra gli abitanti del posto si schiera con gli animalisti, altri se ne stanno in un angolo a curiosare. «Non ce l’abbiamo con la comunità di San Benedetto ma soltanto con quel criminale che ha ucciso Amarena», urla al megafono Walter Caporale, presidente di Animalisti italiani onlus. Poi, sul sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta, alcuni accendono fumogeni rossi per commemorare mamma orsa e tutti gli animali vittime della violenza umana. Gli animalisti chiamano in causa il sindaco Cerasani, ma il primo cittadino declina l’invito. Ai taccuini dice: «Insieme al prefetto e alla questura ci siamo organizzati per fare svolgere la manifestazione nella maniera più ottimale possibile. Sono qui come rappresentante delle istituzioni come è giusto che sia, questa comunità sta ricevendo attacchi gratuiti e generalizzati. Siamo tutti dispiaciuti per quanto accaduto, un gesto che abbiamo condannato in più occasioni». Sul palco improvvisato anche Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista europeo.
La tensione
Quando la piazza va lentamente svuotandosi, la tensione sale alle stelle. Le provocazioni arrivano da una parte e dall’altra: al coro «assassino, assassino» degli animalisti, i residenti – appostati in un angolo della piazza per tutta la manifestazione – hanno risposto con fischi e anche qualche insulto. Le scaramucce sono inevitabili: le forze dell’ordine identificano un uomo di San Benedetto dei Marsi.
A Pescina
Nella manifestazione di Pescina in ricordo di Amarena il corteo, guidato dal sindaco Zauri, ha attraversato alcuni luoghi cari ad Amarena e ai suoi cuccioli. Commosso il ricordo del plantigrado davanti al murales che lo raffigura insieme ai quattro cuccioli. L’evento si è concluso con le richieste dei manifestanti alle istituzioni: «Indagini rapide e accurate sulla morte dell’orsa Amarena, fine del clima di odio che alimenta il bracconaggio e soprattutto l’inasprimento delle pene per reati contro gli animali e il patrimonio naturalistico nazionale».
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