Gli appalti affidati in via diretta, richiamo del segretario generale

In una relazione Monaco presenta una serie di «rilievi»: sotto accusa, le determine incomplete Il civico Pettinari: «È ora che la politica controlli gli atti, solo così è possibile evitare gli sprechi»
PESCARA. Stavolta il richiamo sugli appalti affidati in via diretta, sul principio di rotazione delle imprese e sulle consulenze esterne arriva dal ventre dell’amministrazione Masci e non dall’opposizione: in una relazione lunga 13 pagine, è il segretario generale Carla Monaco a presentare una serie di «rilievi». E dal documento riservato del segretario generale, trasmesso ai vertici dell’amministrazione e ai dirigenti di tutti i settori comunali, emerge che non è la prima volta: anche nei mesi scorsi Monaco aveva segnalato «rilievi specifici» a singoli settori del Comune e l’aveva fatto «con separate note». A mostrarci la relazione semestrale in cui sono passati al setaccio gli atti del Comune approvati nei primi sei mesi del 2024 è il consigliere civico Domenico Pettinari, presidente del movimento Pettinari per l’Abruzzo. «Nel ringraziare il segretario generale per questa relazione puntuale e illuminante», dice Pettinari, «chiediamo all’amministrazione Masci di portare il documento all’attenzione dell’intero consiglio comunale e al presidente del consiglio di convocare una seduta specifica in cui si possa discutere delle osservazioni contenute nella relazione. Sicuramente da questo momento in poi», incalza Pettinari, «nessuno potrà più permettersi di dire che diciamo sciocchezze e che non sappiamo leggere le carte in quanto tanti dei nostri richiami mossi negli ultimi mesi sul ricorso agli affidamenti diretti, sul conferimento degli incarichi e sulla rotazione delle imprese, oggi vengono puntualmente confermati dall’autorevolissima relazione».
ATTI SOTTO ESAME
Ma cosa dice questo documento? La relazione denuncia che le determine del Comune sono almeno incomplete: il documento ricorda che è possibile concedere appalti in via diretta e senza gara ma è necessario che gli operatori economici scelti siano «in possesso di documentate esperienze pregresse e idonee all’esecuzione delle prestazione contrattuali oggetto dell’affidamento». Ma la stessa relazione rileva che «in alcuni atti di affidamento esaminati, gli elementi indicati non risultano esplicitati. In alcuni affidamenti esaminati, non risulta evidenziato il riferimento alle esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali». Rispetto al principio di rotazione delle imprese, la relazione spiega che in ogni atto deve essere scritto «in maniera chiara» se «è stato osservato o se è stato derogato»: «In alcune determinazioni», annota Monaco, «non risulta attestato il rispetto del principio di rotazione, in altri casi risulta richiamato in modo generico, in tali casi nelle schede di controllo predisposte è stato raccomandato di attestare in maniera esplicita il rispetto del principio di rotazione».
PROROGHE-appalti
Per le proroghe, il segretario generale sottolinea un passaggio: «Alcune delle proroghe esaminate si configurano più correttamente come “affidamenti diretti ad operatore uscente” non essendo fondate sui presupposti giuridici che giustificano il ricorso all’istituto della proroga». La relazione non entra nei dettagli ma, da oltre tre anni, c’è un appalto milionario del Comune in proroga: è quello della mensa scolastica.
CONSULENZE e personale
Sul fronte delle consulenze esterne, la relazione dice: «In alcuni provvedimenti di affidamento di incarichi a professionisti esaminati non è risultato presente il riferimento alla ricognizione interna di personale e alla consultazione della banca dati delle professionalità e specializzazioni possedute dai dipendenti».
PETTINARI ACCUSA
La richiesta di più controlli sugli appalti, soprattutto dopo il caso Trisi con un’inchiesta per presunta corruzione, sono un cavallo di battaglia di Pettinari: «Torniamo a chiedere con forza», dice il consigliere, «che vi sia un controllo maggiore su tutti gli affidamenti diretti dell’ente, sul conferimenti degli incarichi di consulenza, sull’elargizione dei contributi e sovvenzioni e sul principio di rotazione e chiediamo di prevedere un regolamento comunale con norme restrittive rispetto alla normativa nazionale che possano limitare gli affidamenti diretti e il ricorso al consulenze esterne e privilegiare sempre il ricorso a procedure a evidenza pubblica e gare».
IL RUOLO DELLA POLITICA
Alle proteste di Pettinari e del resto dell’opposizione, il sindaco Carlo Masci ha sempre risposto che «la politica non si occupa degli appalti» e questo compito spetta ai dirigenti. «E smettiamola di dire che la politica non deve occuparsi di queste cose perché sarebbero solo ed esclusivamente di competenza della tecnostruttura. La politica», afferma Pettinari, «ha il dovere di occuparsi di tutto ciò che investe la macchina amministrativa a maggior ragione sugli atti che impegnano il bilancio comunale, l’opposizione nelle sue funzioni di sindacato ispettivo ha il dovere di conoscere, approfondire, proporre e denunciare. Se la politica svolgesse con maggior impegno indagini finalizzate al controllo degli atti e della spesa pubblica», conclude, «forse potremmo risparmiare soldi utili da investire sui bisogni reali dei cittadini».

