Gli architetti: 12 siti strategici per la Pescara del futuro
PESCARA. Sarà, come ha pronosticato il politologo Benjamin Barber, che un ruolo chiave nelle politiche mondiali sarà occupato dai sindaci. E chissà, forse anche per questo, il Comune di Pescara ha...
PESCARA. Sarà, come ha pronosticato il politologo Benjamin Barber, che un ruolo chiave nelle politiche mondiali sarà occupato dai sindaci. E chissà, forse anche per questo, il Comune di Pescara ha pensato, con il dipartimento di Architettura della d’Annunzio, di cominciare a pensare a come dovrà essere la città fra 12 anni, nel 2027, quando sulla torta spegnerà le prime cento candeline.
Il primo forum sulle strategie urbane per la città del futuro si è svolto ieri all’Aurum con il sindaco, Marco Alessandrini, e il direttore del dipartimento di Architettura, Paolo Fusero, con la partecipazione dei docenti Roberto Mascarucci, Lucio Zazzara, Michele Lepore. Un comitato scientifico composto da 12 docenti, un centinaio di studiosi divisi tra professori, ricercatori e assistenti universitari, più una summer school che si terrà a settembre (dall’1 al 10), in cinque mosse, predisporrà un piano da sottoporre all’amministrazione comunale, che poi provvederà ad avviare una sorta di concorso di idee.
Si va dalla trasformazione della città ai «dossier» su tematiche specifiche, per poi arrivare a un «libro» finale, con la pubblicazione delle proposte.
Dodici i punti della città al centro degli studi (ex Fea, piazza Primo maggio, Pineta nord, aree di risulta, ex cementificio, ponte della Libertà, lotto Pendolo, aree industriali dismesse, Porta Nuova, Corridoio verde, ex Cofa e siti ex Camplone) per dare vita a una Pescara «attrattiva», «creativa», «inclusiva» e «sportiva». L’iniziativa ha incassato ieri anche il placet del centrodestra in Consiglio comunale, attraverso il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli. (VdL)
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